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Xi'an
Xi'an - Il suo splendore nella storia cinese
Xi'an che in passato aveva nome di Chang'an è l'attuale capoluogo della provincia dello Shaanxi, nonché la città maggiore della Cina nord-occidentale. Xi'an fu capitale di 13 dinastie e raggiunse il massimo splendore con la dinastia Tang.
L'antica Chang'an era ìl punto di partenza dell'antica Via della Seta che metteva in comunicazione la civiltà occidentale con quella orientale. Insieme con Atene, Roma ed il Cairo, Xi'an fu una delle "Quattro capitali delle antiche civiltà del mondo", miracolo della storia e importante centro delle civiltà del mondo. All'epoca in cui Chang'an fu una vitale metropoli internazionale, il popolo viveva nel fasto e nel lusso per cui gli svaghi e le attività di intrattenimento erano molto diffuse e la bellezza assunse un'enorme importanza tanto che l'arte di trucco e la moda influenzarono le tendenze di altre parli del mondo.
La pagina della storia è stata salvata, e i reperti archeologici rimasti sono oggi una forte attrazione che risveglia l'interesse dei visitatori. Il periodo compreso fra la primavera e l'autunno comprende quella che è la stagione d'oro delle visite a Xi'an. In particolar modo la città è molto visitata durante i mesi di maggio, agosto, settembre e ottobre. Ma. grazie al fatto che numerosi monumenti storici e musei sono al coperto, anche una visita invernale può essere considerata da chi non ami le folle dei periodi di picco.
Xi'an, Pagoda della Grande Oca Selvatica. La Pagoda fu costruita nella Dinastia Tang (618-907) per lo studio delle sacre scritture buddiste.
La Pagoda della Grande Oca Selvatica vista di notte da Kaiyuan Square. Un fascio dei giochi di luce che si svolgono nella piazza lambisce la Pagoda.
Il tempio Daci'en e la Pagoda della Grande Oca Selvatica
Il tempio Daci'en e la Pagoda della Grande Oca Selvatica sono due dei simboli più importanti di Xi'an, entrambi situati nella parte meridionale della città.
Il tempio Daci'en fu costruito nel 648 dal principe Li Zhi, futuro imperatore Gaozong della dinastia Tang, in memoria della madre. Durante la dinastia Tang, quando Xi'an era conosciuta con il nome di Chang'an, divenne uno dei templi buddhisti più importanti e maestosi della città. Qui il monaco Xuanzang si dedicò alla traduzione dei testi sacri buddhisti che aveva riportato dall'India e contribuì alla diffusione degli insegnamenti che avrebbero dato origine alla scuola buddhista Ci'en.
All'interno del complesso, le torri della Campana e del Tamburo sono disposte l'una di fronte all'altra. La torre della Campana conserva una grande campana della dinastia Ming, alta circa tre metri e del peso di una tonnellata e mezza.
Il tempio ebbe un ruolo importante anche nella vita culturale della Chang'an dei Tang. Dopo aver superato gli esami imperiali per accedere alla carriera burocratica, i letterati si recavano presso la pagoda del tempio Daci'en per rendere omaggio. Tra loro vi furono celebri artisti e poeti, come Wu Daozi e Wang Wei, che realizzarono affreschi per il tempio. Purtroppo, queste opere sono andate perdute nel corso dei secoli e non sono giunte fino ai nostri giorni.
La Pagoda della Grande Oca Selvatica
La Pagoda della Grande Oca Selvatica, appartenente al tempio Daci'en, fu costruita nel 652 durante la dinastia Tang per conservare i sutra buddhisti in sanscrito e le reliquie portate dall'India dal monaco Xuanzang.
Originariamente costruita in mattoni e articolata su cinque piani, la pagoda fu ricostruita e restaurata più volte nel corso dei secoli, anche durante il regno dell'imperatrice Wu Zetian. Oggi si presenta con sette piani e raggiunge un'altezza di circa 64 metri. La struttura, a base quadrata, si restringe progressivamente verso l'alto, assumendo la caratteristica forma piramidale. Una scala interna conduce fino alla sommità.
Ai lati orientale e occidentale della porta meridionale della pagoda si trovano due importanti stele. Su di esse sono incise le prefazioni alle scritture buddhiste tradotte da Xuanzang, una composta dall'imperatore Taizong (Li Shimin) e l'altra dall'imperatore Gaozong (Li Zhi). Le iscrizioni furono realizzate dal celebre calligrafo Chu Suiliang e rappresentano importanti esempi della calligrafia della dinastia Tang.
Anche le decorazioni della pagoda rivestono un grande interesse storico e artistico. I disegni incisi sull'architrave e sugli stipiti, caratterizzati da forme compatte e linee forti e decise, costituiscono importanti testimonianze per lo studio dell'architettura cinese antica.
La Piccola Pagoda dell'Oca Selvatica (Xiaoyan Ta), Xi'an. In primo piano, una stele che non è antica, ma moderna, con uno scopo commemorativo. La stele in pietra, sormontata da draghi scolpiti, testimonia la lunga tradizione epigrafica cinese e celebra il valore storico del complesso del Tempio Jianfu. Sullo sfondo si erge la pagoda della dinastia Tang (VIII secolo), uno dei più importanti monumenti buddhisti della Cina e sito UNESCO dal 2014.
Xi'an, Pagoda della Piccola Oca Selvatica. Eretta durante la dinastia Tang, circa 1300 anni fa. L’edificio, colpito da terremoti, ha subito delle modificazioni strutturali che ridussero i suoi 15 piani a 13. E' inserita in un giardino molto bello che rende piacevole una passeggiata.
Il tempio Jianfu e la Pagoda della Piccola Oca Selvatica
Il tempio Jianfu si trova in via Youyi Xilu, appena fuori dalla porta meridionale delle mura di Xi'an, ed è uno dei principali luoghi storici e culturali della città.
Le sue origini risalgono alla dinastia Tang. Il complesso sorse nel 684 sul terreno che un tempo apparteneva alla residenza della principessa Xiangcheng, figlia dell'imperatore Taizong. Inizialmente chiamato Xianfu, nel 690 assunse il nome di Jianfu e divenne uno dei templi buddhisti più importanti di Chang'an, l'antica Xi'an.
Il tempio conserva edifici di epoche diverse, disposti lungo l'asse principale del complesso, tra cui la Torre della Campana, la Torre del Tamburo, la Grande Sala, la Torre dei Sutra e, naturalmente, la Pagoda della Piccola Oca Selvatica. Accanto alla pagoda di epoca Tang, sono ancora visibili elementi architettonici delle dinastie Ming e Qing.
Il Jianfu ebbe anche un ruolo importante nella storia degli scambi culturali tra Cina e India. Qui il monaco Yijing, dopo essere rientrato dall'India con numerosi testi buddhisti, tradusse 56 sutra e scrisse opere di grande valore storico, contribuendo alla conoscenza della cultura e delle istituzioni dell'India in Cina.
Il tempio conserva inoltre un'importante collezione di stele, tra cui alcune risalenti alla dinastia Tang, e numerosi testi antichi.
La Pagoda della Piccola Oca Selvatica
La Pagoda della Piccola Oca Selvatica fu costruita tra il 707 e il 710, durante la dinastia Tang. La sua struttura ricorda quella della più grande Pagoda della Grande Oca Selvatica, da cui deriva il nome.
Costruita in mattoni e con pianta quadrata, la pagoda raggiunge oggi i 43,94 metri ed è composta da 13 piani. In origine ne aveva 15, ma la parte superiore è stata danneggiata dai terremoti che nel corso dei secoli hanno colpito Xi'an.
Proprio i terremoti hanno dato origine a una delle caratteristiche più curiose della pagoda: le profonde crepe che si sono aperte nella struttura sono state, in alcuni casi, richiuse da successive scosse, senza che fosse necessario alcun intervento umano. All'interno, una scala permette ancora di salire verso la sommità.
Nel complesso del tempio si conserva anche una grande campana di ferro, fusa nel 1192 durante la dinastia Jin, del peso di circa cinque tonnellate. Grazie alla sua particolare sonorità, il suo rintocco mattutino è tradizionalmente ricordato come una delle «Otto scene di Guanzhong», le celebri otto immagini paesaggistiche e culturali della regione.
Questa immagine mostra le steli storiche del tempio Jianfu presso la Piccola Pagoda dell'Oca Selvatica a Xi'an, in Cina. Le imponenti strutture in pietra sono posizionate all'interno del parco circostante la pagoda, mentre le steli registrano la storia del tempio e della pagoda, risalenti a oltre 1300 anni fa.
La Torre della Campana
Costruita nel 1384, XVII anno di regno dell'imperatore Hongwu della dinastia Ming, nel 1582 la torre fu trasferita nella sua posizione attuale, cosi chiamata perché nella tradizionale architettura cinese ospita una campana usata per scandire gli orari della vita città. La tradizione vuole che una volta trasferita
la Torre della Campana nella sua locazione attuale la campana Jingyun non suonasse più. Attualmente la campana appesa nella torre è una copia dell'originale che si conserva nel museo della Foresta di Stele. La torre, che occupa una superficie di 1.377,4 metri quadrati, ha una base in muratura di forma quadrata, alta 8,6 metri e alta 36 metri: una struttura tradizionale a due piani con una copertura di rame dorato, unica del suo genere e nello stile che conserva, importante per valore storico e artistico. L'antico rito di fare rintoccare la campana al mattino e del battito del tamburo al tramonto è stato riattivato nel 1997 e dal 1995 si è dato inizio alla rappresentazione dell'antica musica realizzata con il bianzhong (antico strumento musicale costituito da una serie di campane disposte in maniera crescente o decrescente in base alla loro dimensione).
Inoltre dal 1997 la Torre della Campana è illuminata da 320 lampade che la rendono un'affascinante attrazione caratteristica di Xi'an, simbolo più rappresentativo per l'orientamento nella disposizione urbana di Xi'an.
La Porta Yongningmen (Porta Sud) dell'antica Muraglia di Xi'an illuminata di notte.La struttura risale alla dinastia Ming e costituisce una delle principali attrazioni storiche della città.L'area è nota per i suoi spettacolari spettacoli di luci notturni e per la piazza circostante, molto frequentata dai turisti.
Le antiche mura di cinta della città di Xi'an
Le antiche mura di Xi'an sono uno dei meglio conservati esempi di fortificazioni urbane della Cina e rappresentano una delle testimonianze più imponenti dell'architettura militare cinese.
Le mura che vediamo oggi furono costruite durante la dinastia Ming, sui resti delle fortificazioni che circondavano l'antica Chang'an, capitale della dinastia Tang. La cinta muraria ha una caratteristica pianta rettangolare e si sviluppa per circa 13,9 chilometri. È alta circa 12 metri, mentre lo spessore varia dai 12 ai 14 metri nella parte superiore e raggiunge i 16-18 metri alla base.
Ai quattro angoli sorgono imponenti torri di guardia, mentre un ampio fossato circonda l'intero perimetro. Ancora oggi l'acqua scorre nel fossato, contribuendo a restituire alle mura l'aspetto di un'antica fortificazione.
Le porte della città
Le quattro porte principali sono disposte secondo i punti cardinali: Changlemen a est, Andingmen a ovest, Yongningmen a sud e Anyuanmen a nord. Ogni porta era costituita da un complesso sistema difensivo formato dalla torre di cateratta, dalla torre delle frecce, dalla torre principale e dalla wengcheng, una struttura muraria interna che proteggeva l'ingresso della città.
Nel corso dei secoli furono aperte altre porte, portando il numero complessivo degli accessi della cinta muraria ben oltre quelli originari. Le porte rappresentavano punti strategici fondamentali per il controllo della città e per la sua difesa.
Lungo le mura si trovano inoltre numerose torri di vedetta, costruite nei punti in cui la cinta muraria forma una sporgenza verso l'esterno. Da queste postazioni i soldati potevano controllare il territorio circostante e, in caso di attacco, utilizzare armi come archi e cannoni.
Il caratteristico profilo merlato delle mura, con migliaia di merli, completava il sistema difensivo e permetteva ai soldati di proteggersi durante i combattimenti.
Le fortificazioni furono restaurate e rafforzate più volte durante le dinastie Ming e Qing. Alle strutture originarie, realizzate in terra pressata, venne aggiunto un rivestimento esterno in mattoni, che ha contribuito alla conservazione delle mura fino ai nostri giorni.
Oggi è possibile percorrere gran parte della cinta muraria a piedi o in bicicletta, ammirando dall'alto la città moderna e, allo stesso tempo, la straordinaria testimonianza storica dell'antica Xi'an.
Kaiyuan Square, il cuore moderno di Xi'an
Situata nel vivace centro di Xi'an, Kaiyuan Square è uno degli spazi pubblici più frequentati della città. Circondata da negozi, centri commerciali e aree pedonali, rappresenta un punto d'incontro dove residenti e turisti si ritrovano per passeggiare, rilassarsi e vivere l'atmosfera urbana della capitale dello Shaanxi.
Di giorno la piazza si distingue per gli ampi spazi aperti, le aree verdi e l'architettura moderna che si integra con il dinamismo del quartiere commerciale. È un luogo ideale per una pausa durante la visita al centro storico, a pochi passi dalle principali vie dello shopping.
Ma è al calare della sera che Kaiyuan Square cambia volto grazie alle suggestive fontane illuminate. I giochi d'acqua, accompagnati da luci colorate, creano uno spettacolo molto apprezzato sia dai cittadini sia dai visitatori. I giochi di luci si riflettono sulle superfici d'acqua e contribuiscono a creare un'atmosfera vivace e fotografica, particolarmente suggestiva nelle serate estive.
Le fotografie della piazza permettono di cogliere il contrasto tra la modernità di Xi'an e il suo straordinario patrimonio storico, mostrando come la città sappia unire antiche tradizioni e sviluppo contemporaneo.
Il Monumento dell'Imperatore Xuan Zang situato in Piazza Kaiyuan
La Piazza Kaiyuan col monumento dell'Imperatore Xuan Zang
Questa immagine mostra il Monumento dell'Imperatore Xuan Zang situato in Piazza Kaiyuan nel complesso del Great Tang All Day Mall a Xi'an. Il monumento presenta colonne che variano illuminazione e colori e sculture in bronzo dedicate al grande imperatore della dinastia Tang.
La Piazza Kaiyuan si erge come il punto di riferimento panoramico lungo l'asse centrale della Città Sempre Luminosa della Grande Dinastia Tang. Estendendosi per 161 metri da nord a sud e 78 metri da est a ovest, copre circa 12.200 metri quadrati. Questo include un'area di fontana asciutta di circa 1.000 metri quadrati e un verde paesaggistico che si estende per circa 1.300 metri quadrati. La piazza presenta una scultura di gruppo intitolata "L'era prospera di Kaiyuan" e otto colonne illuminate a LED decorate con draghi. Quando questi pilastri LED si illuminano contro il cielo notturno dell'antica città, la Città Eterna irradia un fascino ancora più incantevole da "non dormire mai".
La Piazza Kaiyuan si erge come il punto di riferimento panoramico lungo l'asse centrale della Città Sempre Luminosa della Grande Dinastia Tang. Estendendosi per 161 metri da nord a sud e 78 metri da est a ovest, copre circa 12.200 metri quadrati. Questo include un'area di fontana asciutta di circa 1.000 metri quadrati e un verde paesaggistico che si estende per circa 1.300 metri quadrati. La piazza presenta una scultura di gruppo intitolata "L'era prospera di Kaiyuan" e otto colonne illuminate a LED decorate con draghi. Quando questi pilastri LED si illuminano contro il cielo notturno dell'antica città, la Città Eterna irradia un fascino ancora più incantevole da "non dormire mai".
Pilastri storici e culturali di rilievo della dinastia Tang
Intorno alla scultura dell'imperatore Wuzetian, si trovano 24 pilastri, in stile architettonico Dougong (arco a secchio) della dinastia Tang, che presentano 48 importanti eventi culturali della dinastia Tang, come il "banchetto di Qujiang", la "Via della Seta", la "Mostra delle Lanterne durante il Festival delle Lanterne", sotto forma di rilievi.
Kaiyuan Square è un popolare punto d'incontro per residenti e turisti.
Le fontane illuminate trasformano la piazza in uno spettacolo di luci e colori durante la sera.
Il quartiere musulmano di Xi'an
La Comunità Hui e le origini del quartiere
La presenza islamica a Xi'an risale a oltre 1.300 anni fa, durante la Dinastia Tang, quando la città (allora chiamata Chang'an) era la capitale della Cina e il terminale principale della Via della Seta.
Chi sono gli Hui
I musulmani cinesi di etnia Hui discendono in gran parte da mercanti, diplomatici e soldati persiani, arabi e dell'Asia Centrale che si stabilirono in Cina sposando donne locali. Nel corso dei secoli hanno mantenuto la fede islamica integrando usi, lingua e architettura della cultura cinese Han.
Il concetto di "Huifang": Sebbene i turisti lo chiamino "Quartiere Musulmano", i residenti locali si riferiscono all'area come Hui fang (quartiere della comunità). Il termine "Fang" ha più di mille anni e rappresenta un nucleo sociale e religioso compatto, sviluppatosi intorno alle moschee storiche della zona.
Cosa vedere nel Quartiere Musulmano
Il quartiere è un reticolo di vicoli alberati e stradine animate. Oltre all'aspetto commerciale, custodisce tesori storici unici al mondo:
1. La Grande Moschea di Xi'an
Fondata nel 742 d.C., è la più antica e grande moschea della Cina. La sua unicità risiede nell'architettura: a prima vista sembra un classico tempio cinese con splendidi cortili, padiglioni in legno e tetti di tegole smaltate azzurre, ma i dettagli decorativi nascondono scritte in arabo e motivi geometrici islamici. È un'oasi di assoluta quiete nascosta dietro il trambusto del mercato dello street food. [1, 5, 6, 7, 8]
2. La Torre del Tamburo e la Torre della Campana
Situate all'ingresso del quartiere, queste maestose strutture di epoca Ming svettano sul centro cittadino. Anticamente scandivano l'inizio e la fine della giornata (la campana all'alba, il tamburo al tramonto). Oggi offrono una splendida vista panoramica sull'incrocio tra la città moderna e i vicoli storici. [2, 9]
3. L'Antica Residenza della Famiglia Gao
Lungo la via principale (Beiyuanmen) si trova questa grande dimora tradizionale, appartenuta a un alto funzionario imperiale. Offre una rara testimonianza dell'architettura domestica della dinastia Ming e Qing. All'interno si tengono spettacoli di teatro delle ombre e lezioni di taglio della carta tradizionale. [7, 10]
4. Moschea del Vicolo Daxuexi
Meno frequentata dai turisti rispetto alla Grande Moschea principale, è un altro antico luogo di culto che offre un'atmosfera autentica, dove è possibile osservare i residenti locali radunarsi per le preghiere quotidiane.
L'esperienza gastronomica (Street Food Halal)
Il quartiere si accende soprattutto la sera, trasformandosi in un enorme mercato gastronomico all'aperto. La cucina locale è una fusione unica tra spezie mediorientali (cumino, sesamo, peperoncino) e tecniche cinesi.

Una ragazza sta tirando e allungando un impasto di farina per fare noodles freschi a mano. Si tratta di una preparazione tradizionale di biangbiang mian, i famosi noodles larghi e molto lunghi tipici di Xi’an: l’impasto viene lavorato e tirato ripetutamente fino a ottenere le caratteristiche strisce larghe. Il fondo del banco è infarinato per evitare che l’impasto si attacchi.

Sul piatto, una montagna di carne alla griglia, molto probabilmente costine o spiedini di agnello (yángròu), una specialità molto diffusa a Xi’an, soprattutto nella zona del Quartiere Musulmano.
La carne è stata cotta alla griglia, probabilmente speziata con cumino, peperoncino e altre spezie, e poi impilata scenograficamente su un grande piatto. I peperoni e il prezzemolo servono anche come decorazione.
È quindi un esempio della forte tradizione hui (musulmana cinese) della cucina di Xi’an, celebre per le preparazioni di agnello e montone.
Una tradizionale torta di osmanthus (guihua gao), un tipico dolce cinese a base di riso glutinoso e fiori di osmanthus profumati, servito qui in porzioni infilzate su spiedini di legno.
L'uomo nella foto sta tirando e lavorando a mano un grande blocco di caramella di malto (spesso chiamata qiehao o caramella al sesamo/noci).
Si tratta di allungare ripetutamente l'impasto caldo e malleabile per incorporare aria. La particolare agitazione modella la caramella fino a farle raggiungere una consistenza setosa, elastica e friabile.
Appositamente vengono attirati i passanti e i turisti con i movimenti ampi e ritmici, trasformando la produzione artigianale del dolce in un vero e proprio spettacolo di strada.

Nello stand della foto stanno preparando il 羊肉泡馍 (yángròu pàomó), uno dei piatti simbolo di Xi’an: una zuppa di montone/agnello con pane piatto spezzettato, spesso accompagnata da vermicelli, coriandolo e aglio sottaceto.
Il grande vapore proviene dalla cottura/riscaldamento del pane e degli ingredienti; l’insegna dietro infatti riporta “羊肉泡馍” e “纯手工制作”, cioè “yangrou paomo – preparazione interamente artigianale”.
Si tratta di un brodo ricco a base di ossa di montone/agnello arricchito con fegato, cuore, polmoni, trippa e altre frattaglie.
Il tutto viene cotto a lungo nei grandi calderoni fumanti visibili in primo piano per rendere la carne tenera e il brodo saporito.
La zuppa viene tradizionalmente servita caldissima con l'aggiunta di coriandolo fresco, cipollotto e olio piccante al peperoncino.
Il tutto viene cotto a lungo nei grandi calderoni fumanti visibili in primo piano per rendere la carne tenera e il brodo saporito.
La zuppa viene tradizionalmente servita caldissima con l'aggiunta di coriandolo fresco, cipollotto e olio piccante al peperoncino.
Sulla sinistra si intravede anche un altro cartello che menziona i Liangpi (凉皮), i famosi noodles freddi di Xi'an, spesso consumati insieme a piatti caldi.
Le due cuoche stanno lavorando davanti all'ingresso del ristorante mostrando il processo di preparazione artigianale dei ravioli cinesi tradizionali (饺子, jiaozi).
Nel grande piatto centrale si vede un ricco ripieno verde, tipicamente composto da carne macinata (spesso montone o agnello, data la tradizione del Quartiere Musulmano di Xi'an) mescolata con abbondante erba cipollina cinese (jiuci). La ragazza tiene in mano un piccolo cerchio di sfoglia e sta inserendo il ripieno per poi sigillarlo con le dita.
Nel vassoio di metallo in primo piano sono disposti i ravioli appena pronti, ancora crudi e infarinati, pronti per essere bolliti o cotti al vapore nei grandi contenitori metallici visibili sulla destra.
Nel vassoio di metallo in primo piano sono disposti i ravioli appena pronti, ancora crudi e infarinati, pronti per essere bolliti o cotti al vapore nei grandi contenitori metallici visibili sulla destra.

In questa foto una commessa della minoranza etnica musulmana Hui all'interno di una gioielleria situata nel celebre Quartiere Musulmano di Xi'an (Huimin Jie), in Cina.
L'abito indossato unisce elementi della tradizione musulmana a stili locali. Il copricapo rosa copre i capelli rispettando il velo islamico (Hijab), e si abbina cromaticamente alla blusa e all'arredamento del negozio.
Il mercato del quartiere è famoso non solo per lo street food, ma anche per i negozi di artigianato, giada e botteghe dove è possibile comporre gioielli e bracciali con perle estratte sul momento.
L'abito indossato unisce elementi della tradizione musulmana a stili locali. Il copricapo rosa copre i capelli rispettando il velo islamico (Hijab), e si abbina cromaticamente alla blusa e all'arredamento del negozio.
Il mercato del quartiere è famoso non solo per lo street food, ma anche per i negozi di artigianato, giada e botteghe dove è possibile comporre gioielli e bracciali con perle estratte sul momento.