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Asia > Giappone approfondimenti
Agglomerato di case dietro una lunga spiaggia con mare mosso

Kamakura tra mare e spiritualità

Kamakura non solo località balneare

Kamakura è situata in riva al mare, nei pressi di un'ampia baia di sabbia scura, dove alcuni surfisti si cimentano tra le piccole onde in un panorama mozzafiato. Ma i visitatori non vengono a Kamakura in cerca delle onde ma l'attenzione è rivolta verso le colline dove una fitta foresta nasconde una numerosa concentrazione di templi e santuari. Il Daibutsu, il secondo Buddha di bronzo più grande del paese, è senza dubbio il sito più famoso di Kamakura, ma è lungi dall'essere il più interessante. Il Tempio Hasedera, invece, è sorprendente con i suoi giardini collinari, attraversati da piccoli ruscelli, con i suoi laghetti artificiali dove nuotano i koi colorati. E soprattutto la grotta di Benten-Kutsu, una grotta con statue di Buddha scolpite nella roccia.
Un laghetto con pesci rossi alimentato dall'acqua che sgorga da delle canne di bambù che fungono da fontanella.

All'ingresso del tempio, a valle della collina, si apre uno splendido giardino giapponese, con un delicato susseguirsi di laghetti.

Un'atmosfera di pace nel tempio di Hasedera

Quando entrerete, troverete il silenzio, il muschio, le pietre e la ripetizione di una serie di statue che creano un ambiente molto particolare che vi invita alla riflessione sulla vita e la morte. Dunque una pace malinconica che rende visibile qualcosa di invisibile: il legame tra vivi e defunti.
Statua di Buddha al centro, circondata da molte statue di jizo, all'interno del Tempio di Hase-dera, luogo di meditazione.
Grande statua di Buddah attorniato da statue più piccole di Jizo. L’atmosfera è molto tranquilla e meditativa, accentuata dal muschio, dalle pietre e dal verde intorno, che danno un senso di spiritualità e raccoglimento.

Hase-dera, il tempio dei fiori.

Il tempio di Hase-dera, affacciato sulla splendida Baia di Sagami, fu fondato nel VIII sec., questo tempio fu ricostruito nel 1459 dallo.shogun Ashicaga Yoshimasa. E' un bellissimo tempio costruito sul pendio di una montagna, in armonia con la natura. È famoso come "tempio dei fiori" in cui i terreni sono sempre decorati con fiori durante le quattro stagioni. Accanto ai gradini che conducono agli altri edifici, così come nella  parte occidentale del complesso, ci sono centinaia di piccole statue raffiguranti jizo, addobbate di bavaglini e balocchi. Jizo, storicamente, era il protettore dei viaggiatori, delle donne e dei bambini. Oggi, Jizo è il guardiano dei bambini non ancora nati, nati morti e abortiti. Le statue possono essere acquistate all'esterno del tempio e collocate all'interno dei cancelli del tempio. Per fare spazio ad altre statue, alcune vengono spostate periodicamente.
In primo piano c’è una statua più grande, con le mani giunte in preghiera, su cui qualcuno sta versando dell’acqua: è un gesto rituale che simboleggia purificazione e rispetto. Sullo sfondo si vedono moltissime piccole statue in pietra disposte in file ordinate su più livelli.
In primo piano c’è una statua più grande, con le mani giunte in preghiera, su cui qualcuno sta versando dell’acqua: è un gesto rituale che simboleggia purificazione e rispetto.
Statue di Jizō in pietra disposte su una parete a gradoni, decorate con fiori rosa, in un giardino del tempio giapponese.
Tante piccole statue in pietra disposte in file ordinate su più livelli. Jizō è una divinità molto amata nel buddhismo giapponese: protettrice dei bambini, dei viaggiatori e delle anime dei defunti.

Chi è davvero Jizō

Jizō è un bodhisattva, cioè un essere illuminato che sceglie di restare nel mondo per aiutare gli altri. In Giappone è visto come una figura estremamente compassionevole. Particolarmente legato alle anime dei bambini morti prematuramente (aborto, malattia, nascita). Secondo la tradizione, Jizō protegge le anime dei bambini nell’aldilà, aiutandole a trovare pace.
Nel Tempio Hasedera ci sono così tante statue perchè ogni statuina rappresenta un bambino perduto, una preghiera o un desiderio di un genitore, un atto di devozione. Molte famiglie le dedicano come gesto d’amore e memoria. Per questo l’effetto visivo è così potente: non è decorazione, ma una forma di lutto e speranza collettiva.

Il rituale dell’acqua

L’acqua versata sulla statua (come si vede in primo piano nella foto a destra) ha diversi significati:
  • purificazione spirituale
  • gesto di cura verso Jizō, come se fosse un bambino
  • simbolo di offerta e rispetto
In alcuni casi rappresenta anche il desiderio di alleviare la sofferenza delle anime.
Serie di statue di Jizo su più piani con le statue più grandi in prima fila e man mano che si volge lo sguardo più in alto vi sono le statue sempre più piccole.

Sala Jizo-do, è una struttura templare dedicata a Jizo, la divinità buddista che protegge i bambini, ed è adornata da centinaia di piccole statue Jizo.

Due statue in pietra raffiguranti figure sedute ai lati di una piccola vasca d’acqua, in un giardino verde con muschio e piante.

Potrete notare un simbolo di una svastica su un cartello sul lato sinistro di questa foto (non inquadrato). Originariamente dalla parola sanscrita svasti, che significa buona fortuna, il simbolo si trova in molti luoghi del mondo e di solito simboleggia buona fortuna e benessere.

La leggenda delle anime dei bambini

Secondo una credenza popolare del buddhismo giapponese, le anime dei bambini morti prima dei genitori non possono attraversare subito il fiume dell’aldilà (spesso paragonato al fiume Sanzu), perché non hanno accumulato abbastanza “meriti” nella vita e, simbolicamente, il loro legame con i genitori è ancora troppo forte. Per questo l
e anime dei bambini vengono immaginate mentre costruiscono piccole torri di pietre sulle rive del fiume, con la speranza di guadagnare meriti e poter passare all'aldilà. Purtroppo dei demoni distruggono continuamente queste torri e i bambini devono ricominciare da capo, in un ciclo triste e senza fine.
È qui che entra in gioco Jizō.
Mosso da compassione, protegge i bambini dai demoni, li nasconde sotto la sua veste e li guida attraverso il fiume verso la pace. Traspare il significato di figura protettiva e salvatrice, quasi come un custode gentile dell’aldilà.
Per i genitori ha un valore ancora più profondo, perché dà un senso al dolore della perdita del figlio e offre speranza: i bambini non sono soli, permette ai genitori di “fare qualcosa” (offerte, statue, acqua). Le statue rappresentano proprio questo: un gesto concreto per affidare il proprio bambino alla protezione di Jizō.
Vista del tempio Hasedera in Giappone con statue sacre, lapidi e fiori in un cimitero buddhista
Tempio Hasedera, sala Jizō-dō, con visitatori sulla scalinata e lanterna in pietra nel cortile.

Tempio Hasedera: Sala Kannon-do (sala principale). La Sala Kannon-do è l'edificio principale del complesso del tempio, oltre ad ospitare la statua di Kannon, la Dea della Misericordia, con 11 teste decorata con foglie d'oro. Ogni testa simboleggia una fase diversa nella ricerca dell'illuminazione. Tre teste sono con l'espressioni di misericordia, tre con espressioni di rabbia, tre con espressioni di lode, una con l'espressione di illuminazione e l'ultima con un sorriso. In occasioni speciali, i visitatori possono avvicinarsi fino ai piedi della statua. I fedeli si inginocchiano davanti al Buddha e pregano toccando i piedi della statua. Secoli di fedeli che pregano in questo modo hanno dato ai piedi della statua un colore diverso dal suo corpo.

Tempio giapponese con statua del Buddha seduto su piedistallo in pietra, circondato da statue di guardiani, alberi spogli e un edificio tradizionale sullo sfondo; il terreno è bagnato dalla pioggia.
A lato del tempio principale si erge una statua di buddha assiso alta 2,8 metri completamente dorata in atteggiamento contemplativo.

A lato del tempio principale, vi è uno dei più piccoli templi con la statua dorata del buddha Amida alta 2,8 metri nella sala Amida-do. La storia racconta che questa sacra raffigurazione del Buddha fu commissionata e pagata dal primo shogun del Giappone, Minamoto no Yoritomo, nel 1194.

Il buddha maestoso della sala Amida-dō

Nella quiete avvolgente della sala Amida-dō, nel tempio Hase-dera di Kamakura, si erge una maestosa statua del Buddha Amida alta 2,8 metri, capace di catturare lo sguardo e il cuore in un solo istante.
La figura, elegante e imponente, sembra sospesa in una dimensione senza tempo. Il volto è attraversato da un’espressione di infinita serenità: gli occhi socchiusi non osservano il mondo, ma lo accolgono con compassione silenziosa.
Le mani, disposte in un gesto sacro, raccontano una promessa antica: quella di guida e salvezza, di un cammino che conduce oltre la sofferenza. Le vesti, scolpite con movimenti morbidi e armoniosi, sembrano fluire come acqua, avvolgendo la figura in un senso di equilibrio perfetto.
La luce soffusa della sala accarezza la superficie della statua, creando un’atmosfera intima e quasi irreale. È uno spazio che invita al silenzio, alla contemplazione, al rallentare. Qui il tempo perde consistenza, e vi troverete, anche solo per un momento, in ascolto di qualcosa di più grande.
 Statue di Buddha situate nella Grotta Benten-Kutsu, circondate da una parete rocciosa.

La Grotta Benten-Kutsu, una grotta con statue di Buddha scolpite nella roccia. Qui si respira l'aria fredda e umida, ma il silenzio pesante rende questo posto speciale. Camminando attraverso la grotta si trovano diverse stanze sul pavimento e sulle pareti dove i devoti posizionano piccole statue di Benten-Kutsu con preghiere e desideri lasciati dai pellegrini e dai visitatori.

Benten-Kutsu, l'incontro tra buddismo e shintoismo.

Questa grotta Benten-Kutsu è un piccolo santuario shintoista all'interno del tempio Hasedera. Si ritiene sia la grotta dove Kobo Daishi, il fondatore del buddhismo Shingon, abbia meditato in solitudine; all'interno sono custodite le statue, scolpite nella roccia, di Benzaiten e di 16 bambini. Benzaiten è la divinità legata al mare, unica divinità femminile tra le sette divinità della fortuna. Tutti i templi e santuari dedicati a lei sono situati in prossimità di corsi acqua, mari, fiumi o stagni. Benzaiten è anche la protettrice della musica, delle belle arti e della fortuna in generale, solitamente rappresentata con fra le mani una specie di mandolino giapponese chiamato biwa o un liuto. La fusione delle due fedi e la coesistenza del buddismo e dello shintoismo in Giappone è una parte affascinante della cultura e della storia. La Benzaiten è una delle dee femminili del Buddismo, che rappresenta la bellezza e la ricchezza femminile. Benzaiten è un Bodhisattva buddista giapponese portato in Giappone tra il VI e l'VIII secolo. È menzionata nel Sutra del Loto ed è spesso raffigurata con in mano un biwa. Benzaiten è anche una divinità shintoista di tutto ciò che scorre; parole, musica, acqua e per estensione conoscenza. All'interno della grotta troverete migliaia di minuscole sculture in legno del Benzaiten, mentre suona il suo biwa. Il Biwa è un antico strumento giapponese, essenzialmente un liuto a manico lungo.
Sotto una tettoia spiovente in legno c'è una gigantesca campana che viene suonata per alleviare le sofferenze dell'umanità.

Nei pressi della sala Kannon e Amida-do, troverete lo Shoro Belfry. La tradizione vuole che questa gigantesca campana venga suonata 108 volte il 31 dicembre per dissipare tutte le 108 sofferenze dell'umanità.

Numerosi gusci di ostriche appesi su filamenti come offerte votive che custodiscono desideri, speranze e sogni.

Ostriche della fortuna. Desideri scritti su gusci di ostriche (Ema), presso il tempio di Hase-dera a Kamakura.

Le “ostriche della fortuna” esposte nel Tempio Hasedera

Le ostriche della fortuna del Tempio Hasedera catturano sicuramente i vostri sguardi,  appese una accanto all’altra, coloratissime, trasformano lo spazio in un mosaico di speranze condivise, dove tradizione e spiritualità si incontrano.
Sono piccoli gusci di ostrica utilizzati come oggetti votivi e simbolici nella tradizione locale giapponese. I gusci si presentano naturali, decorati o inscritti con messaggi di buon auspicio, che i visitatori acquistano o ricevono e poi appendono o depongono nel tempio come offerta. Rappresentano desideri personali, preghiere e speranze per il futuro, in modo simile agli ema (tavolette votive giapponesi).
Un grande varco d'ingresso al tempio Kōtoku-in costituito da una struttura con tetto spiovente e ai lati due statue che rappresentano le divinità guardiane che proteggono i templi dagli spiriti maligni.

La Porta Niōmon, è il solenne ingresso che conduce al Tempio Kōtoku-in, segnando il passaggio verso uno dei luoghi spirituali più iconici di Kamakura. Tipica dell’architettura buddhista giapponese, questa porta è custodita dalle statue dei Niō, le possenti divinità guardiane che proteggono i templi dagli spiriti maligni.

Il Tempio Kōtoku-in e il Grande Buddha

Il Tempio Kōtoku-in è uno dei luoghi più iconici del Giappone, celebre per ospitare il maestoso Grande Buddha di Kamakura (Daibutsu), una statua in bronzo alta oltre 13 metri risalente al XIII secolo. Situato nella storica città di Kamakura, il tempio rappresenta un importante centro del buddhismo della scuola Jōdo e attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.
Simbolo di pace, spiritualità e resilienza, il Grande Buddha è sopravvissuto a terremoti e tsunami, diventando una delle attrazioni culturali e religiose più significative del Paese. Visitare il Tempio Kōtoku-in significa immergersi nella storia e nella tradizione giapponese, vivendo un’esperienza autentica tra arte sacra e paesaggi suggestivi.
Statua del Grande Buddha di Kotoku-in seduta accanto a una lanterna, simbolo di pace e illuminazione spirituale.

Il Kotoku-in è un tempio buddista della Terra Pura fondato durante il periodo Kamakura nel 1252. È designato come tesoro nazionale del Giappone e ospita una statua del Grande Buddha (Daibutsu). Quella statua, una fusione in bronzo del celeste Buddha Amida, è alta circa 11,4 m e pesa più di cento tonnellate. Creato per sostituire una statua in legno danneggiata da una grande tempesta nel 1248, ha resistito a tifoni, tsunami e altre dure condizioni per centinaia di anni.

Il Grande Buddha di Kotoku-in

Nel cuore del Tempio Kōtoku-in si erge una delle immagini più iconiche del Giappone: il Grande Buddha di Kamakura (Daibutsu). Questa straordinaria statua in bronzo raffigura il Buddha Amida seduto in meditazione e raggiunge un’altezza di circa 11,5 metri.
Realizzato nel XIII secolo sotto lo shogunato di Kamakura, il Daibutsu nasce come simbolo di protezione spirituale dello Stato, con l’obiettivo di garantire pace e prosperità al governo e al popolo. La sua imponenza trasmette un senso di forza e stabilità, riflettendo anche i valori e la potenza della cultura samurai dell’epoca.
La statua è un capolavoro di ingegneria e artigianato: fu realizzata grazie alle avanzate tecniche di fusione sviluppate dagli abili artigiani del Giappone medievale, tecniche che ancora oggi suscitano ammirazione.
Sebbene sia conosciuto in tutto il mondo come il Grande Buddha di Kamakura, il Daibutsu appartiene propriamente al complesso del Kōtoku-in. In origine era custodito all’interno di una grande sala templare, ma le strutture furono più volte danneggiate da tifoni e tempeste fino a essere definitivamente distrutte da uno tsunami nel 1498. Da allora, il Buddha si trova all’aperto, esposto agli elementi.
Nel corso dei secoli, la sua superficie dorata è stata consumata dal tempo, perdendo gran parte della brillantezza originaria. Tuttavia, osservando con attenzione, è ancora possibile scorgere alcune tracce dell’antica doratura, soprattutto intorno alle orecchie: un dettaglio che aggiunge fascino e profondità a questa testimonianza millenaria.
L'interno del grande buddha di bronzo di Kamakura.

L'interno del Grande Budda di piombo che ha resistito a terremoti e tsunami. In alto l'incavo della testa del budda.

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