Foto di Kyoto e dei suoi templi - Visto con i miei occhi

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Giappone
Kyoto
Kyōto fu la capitale del Giappone pressoché ininterrottamente dall’VIII secolo alla metà del XIX secolo: infatti, i suoi quasi mille anni di regno furono interrotti solo nel XII e nel XIII secolo, con l’insediamento del primo governo feudale a Kamakura. Fu a Kyōto che la corte di epoca Heian (794-1185) pose le fondamenta dell’estetica giapponese, che fu poi affinata nel XV e nel XVI secolo dalla classe emergente dei guerrieri, che sviluppò la cerimonia del tè, l’ikebana (l’arte della disposizione dei fiori) e l’elegante stile architettonico visibile ancora oggi nei templi della città. Dopo la Restaurazione Meiji del 1868, che aveva ripristinato l’autorità dell’imperatore, la famiglia imperiale si trasferì a Tōkyō, che divenne la nuova capitale della nazione. Nel cuore e nella mente dei giapponesi, tuttavia, Kyōto è rimasta la capitale culturale del paese. Con 17 siti Patrimonio dell’Umanità, più di 1000 templi buddhisti e oltre 400 santuari shintoisti, è una delle città più ricche del mondo sotto il profilo culturale. E se il resto del Giappone ha accolto la modernità con slancio, qui la vita è ancora regolata da antiche usanze: visitate un vecchio shōtengai (mercato di strada) per osservare i venditori di tofu, le botteghe di washi (carta giapponese fatta a mano) e i mercanti di tè.
Fushimi Inari, ci sono diversi torii da attraversare prima di arrivare al tempio.
Kyoto, il tempio Fushimi Inari-Taisha.
Con la sua galleria di torii vermigli che si susseguono apparentemente all'infinito immersi nella fitta vegetazione, questo vasto complesso shintoista è un mondo a sé stante, è uno dei siti più incredibili e memorabili di tutta Kyōto. Nell'area ci sono cinque santuari, si estende sulle pendici boscose dell’Inari-san. Un sentiero s’inoltra per 4 km sulla montagna, passando accanto a decine di templi minori molto suggestivi. Il Fushimi Inari fu dedicato agli dèi protettori del riso e del sakè dalla famiglia Hata nell’VIII secolo, ma, con la progressiva perdita d’importanza dell’agricoltura, alle divinità fu assegnato il nuovo ruolo di garanti della prosperità dei commerci.
La porta Romon, attraverso la quale si accede al complesso.
La porta Romon, distrutta da un incendio e poi ricostruita.
Nel 1468, le porte e la sala principale del santuario furono distrutte da un incendio. La porta principale, chiamata Romon, che si trova ai piedi della collina, fu ricostruita nel 1589, e la sala principale del santuario, chiamata Honden, fu ricostruita nel 1499.
Si dice che questo edificio sia stato ricostruito dal reggente Toyotomi Hideyoshi nel 1589. Si dice anche che quando la madre di Hideyoshi si ammalò, Hideyoshi pregò Inari Okami, impegnandosi a donare 10.000 goku (unità di riso, la valuta dell'epoca) se si fosse ripresa. Il suo desiderio fu esaudito e il cancello principale fu costruito con la donazione di Hideyoshi. C'era qualche dubbio sulla verità di questa storia, poiché c'erano molte incongruenze tra gli scritti sull'evento e l'edificio stesso. Tuttavia, quando la porta principale fu smantellata per essere riparata, fu trovato un testo scritto con inchiostro sumi. Il testo risale allo stesso anno della promessa di Hideyoshi (1589), confermando che la sua promessa era reale.
La volpe sacra.
Esplorando il santuario vedrete centinaia di volpi di pietra. Questo animale è considerato il messaggero di Inari, il dio del riso e dell’agricoltura, e anche le statue di pietra sono spesso identificate con Inari; la chiave solitamente raffigurata in bocca alla volpe è quella che apre simbolicamente i magazzini del riso. Tra l’altro, la tradizione giapponese considera la volpe una creatura sacra e misteriosa, in grado di ‘possedere’ gli esseri umani, di solito passando sotto le unghie per insinuarsi nei loro corpi.
Honden è il luogo più sacro dove è collocato un simbolo divino e viene custodito un “Kami”.
Fushimi Inari-Taisha: la scalata del monte Inari.
La particolarità di questo tempio, e che lo ha reso famoso, è la lunga serie di migliaia di torii messi in successione a formare una sorta di tunnel da percorrere, per lo più in salita, fino alla vetta del monte Inari. Normalmente un torii ha lo scopo di allontanare spiriti maligni e catastrofi, ma il tempio di Fushimi Inari ha anche un'altra motivazione: ogni Torii ha inciso una preghiera, oltre il nome della famiglia di Kyoto che l'ha donato come segno di buon auspicio. Pare vi siano oltre 10000 torii lungo il percorso.
Porta di Higashi Ote-mon
Castello di Nijō-jō
Il Nijō-jō è un castello imponente con alte cinte murarie che dimostrano la potenza militare degli shōgun della dinastia Tokugawa. Questo castello fu costruito nel 1603 come residenza ufficiale a Kyōto del primo shōgun Tokugawa Ieyasu. Lo stile sfarzoso dell’edificio voleva sottolineare il prestigio e l'ascesa di Ieyasu, ma anche  la caduta del governo Tokugawa. Ieyasu temeva per la sua vita e per evitare che qualche suddito sleale lo aggredisse, fece costruire tutti gli ambienti interni con speciali pavimenti cosiddetti ‘usignolo’, che scricchiolavano anche al passo più leggero, e fece ricavare nicchie nascoste da cui le guardie del corpo potevano sorvegliare le sale. Dopo aver varcato l’imponente portale d’accesso Kara-mon, si entra nel Palazzo Ninomaru, un complesso di cinque edifici con numerose camere. Da non perdere lo splendido Giardino del Palazzo Ninomaru, che fu progettato dall'architetto del paesaggio e maestro della cerimonia del tè Kobori Enshū.
Cancello Karamon, molto brillante, in corteccia di cipresso con motivi intagliati in modo intricato, evidenziati con foglia d'oro.
Palazzo Ninomaru
Palazzo Ninomaru-goten
Dopo la Porta Kara-mon, vedrete il Tesoro Nazionale Giapponese, il Palazzo Ninomaru-goten. Ogni stanza del palazzo era destinata ad uno scopo specifico, spesso dipendeva dal tipo di ospite che lo shogun riceveva, e Ninomaru-goten ha ben 33 stanze.Le stanze sono molto spaziose ma anche spoglie all'interno, obbedendo al classico stile minimal giapponese. Lo shogun riceveva gli ospiti seduto per terra con le gambe incrociate e gli ospiti di fronte a lui seduti allo stesso modo. Dietro lo shogun si disponevano le guardie del corpo. Le stanze sono con pavimenti in tatami, pareti scorrevoli decorate con foglia d'oro, corridoi in legno con pavimenti che scricchiolano per avvisare di eventuali intrusi. Quello che rendono diverse le varie stanze sono i dipinti murali (anche se sono tutte repliche, perché gli originali sono esposti nei musei). Il Castello di Nijo era l'unico palazzo di Kyoto in cui gli shogun soggiornavano quando arrivavano a Kyoto da Tokyo. Iil castello venne utilizzato anche come sala cerimoniale per il clan Tokugawa. È anche il luogo in cui Tokugawa Ieayasu ricevette il titolo di shogun dall'imperatore dando inizio al governo Edo. Purtroppo, dopo un po' il clan Tokugawa smise quasi completamente di visitare questo castello semplicemente perché la capitale diventò Tokyo. Il castello non ha mai visto alcuna battaglia perché venne costruito da Tokugawa subito dopo aver conquistato il Giappone, e non intendeva che il castello vedesse alcuna guerra.
Proprio di fronte al Palazzo Ninomaru-goten si trova il Giardino Ninomaru.
Nel Giardino Ninomaru vedrete anche piccoli laghetti e ruscelli con rocce e ponti in pietra.
La sala dorata del Kinkaku-ji (il Padiglione d'Oro), che appare all'improvviso sopra un grande stagno (Kyōko-chi (“Stagno Specchio”), un laghetto che ne riflette i colori: è davvero un bello spettacolo.
Tempio Kinkaku-ji
Il tempio Kinkaku-ji è una delle attrazioni più famose di Kyoto, noto anche come Padiglione d'Oro, designato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1994. Originariamente era una villa di proprietà della famiglia aristocratica Saionji, il complesso fu acquistato dallo shogun (capo militare) Ashikaga Yoshimitsu e trasformato nel complesso Kinkakuji. Dopo la sua morte nel 1408, l'edificio fu convertito in un tempio Zen. E dell'architettura Zen mostra tutte le caratteristiche di semplicità e sobrietà. Il Padiglione d'Oro è a tre piani di cui due superiori ricoperti in foglia d'oro, ogni piano del padiglione rappresenta uno stile architettonico diverso, con i due piani superiori che mettono in mostra squisito artigianato e dettagli intricati. Il piano più alto del Padiglione d'Oro è adornato da una fenice dorata, una creatura mitica che simboleggia la rinascita e il rinnovamento. Il padiglione principale fu distrutto più volte da un incendio, incluso un incidente nel 1950 quando un monaco lo diede alle fiamme. Il Tempio Kinkakuji che si vede oggi è stato ricostruito nel 1955 come una copia fedele dell'originale, anche se nella nuova versione sono state aggiunte molte foglie d'oro anche al primo piano. Bisogna dire che nel periodo Muromachi (quando fu costruito l'originale padiglione dorato) fu un periodo particolarmente sgargiante della storia giapponese, quindi è anche giusto mostrare il fasto che si merita.
Percorroendo i sentieri del giardino che circondano Kinkakuji e il suo laghetto, si può ammirare lo splendente edificio anche da altre angolazionii.
Nulla è costruito a caso.
Tutto intorno c'è un giardino, ci sono ponti di pietra, ci sono rocce, c'è l'acqua, nulla è disposto casualmente, tutto ha un'anima, tutto ha una sacralità, un rituale, un messaggio. Per raggiungere una dimensione ultraterrena di perfetta felicità è necessario arrivare ad avere una purezza interiore. Il giardino è predisposto a questo cammino verso la purezza, c'è tutto ciò che serve. C'è l'acqua per bere e purificarsi, ci sono le rocce che rappresentano la montagna sacra, c'è l'albero più alto, più antico, delimitato da corde di canapa e paglia di riso, usate nei rituali shintoisti,.creando un alone di sacralità. Quando l’anima arriva alla riva del lago,  ecco che al centro dello specchio d’acqua, si scopre un’isola, l’isola dei beati, un mondo perfetto e luminoso. Si può raggiungere con una barca, e finalmente si entra nel palazzo, ovvero, nel paradiso.
Con questo intento spirituale, nel 1395 fu costruito il Kinkakuji, il «Padiglione d’oro», una costruzione evanescente rivestita d’oro, isolata e quasi nascosta tra gli alberi della foresta, che magicamente si riflette sulle acque del lago. E' qui che lo shōgun Yoshimitsu si riuniva con gli amici per la cerimonia del tè, che in una atmosfera rituale, bevevano in armonia, l’elisir dell’immortalità.
La cascata a nord del Padiglione d'Oro al Kinkaku-ji a Kyoto è chiamata "cascata della Porta del Drago",  Ryumon-no-taki .  La pietra centrale  rappresenta una carpa che nuota controcorrente. Secondo la mitologia cinese e giapponese, se riesce a risalire le rapide e superare la Porta del Drago, la tenace carpa si trasforma in Drago. L'idea della carpa come simbolo di successo e avanzamento sociale, di coraggio e saggezza è rafforzata dalle sue scaglie viste come l'armatura del guerriero.
Il tempio Hokan-ji è conosciuto colloquialmente come Yasaka-no-to (Pagoda Yasaka). Si tratta di una pagoda alta 46 metri con bei tetti spioventi su ogni livello, che si trova nel mezzo di un vecchio quartiere di Kyoto, tra il Tempio Kiyomizu-dera e il Santuario Yasaka-jinja. È uno dei tesori inaspettati che ricompensano chi passeggia casualmente nel distretto di Higashiyama.
Sannenzaka è un viale costruito agli albori della storia imperiale di Kyoto, lungo un centinaio di metri, pieno di negozietti, sale da tè, ristorantini, in un ambiente che riporta indietro nel tempo fra caseggiati in legno e piccoli giardini nascosti. Salendo si arriva alla collina del Tempio di Kiyomizu-dera.  
Il cancello d'ingresso a due piani Nio-mon, del tempio di Kiyomizu-dera, straordinariamente grande e rosso brillante.
L'altro cancello a ovest più piccolo del Tempio Kiyomizu-dera, il Sai-mon, con tetto spiovente.
L’edificio principale, l'Hondō, è contornato da un vasto portico colonnato che si affaccia sulla collina.
Il tempio Kiyomizu-dera
In questo animatissimo tempio, a metà del monte Otowa, una delle vette della catena montuosa Higashiyama di Kyoto, si trova il tempio Kiyomizu-dera, al quale un gran numero di visitatori si reca per rendere omaggio a Kannon, una divinità di grande misericordia e compassione. Il complesso fu fondato nel 798, ma gli edifici attuali sono ricostruzioni del 1633. Appartenente alla scuola buddhista Hossō, originaria di Nara, il tempio è riuscito a sopravvivere nei secoli alle tante cospirazioni tramate dalle scuole buddhiste di Kyōto e oggi è uno dei siti più emblematici della città.
Il Tempio Kiyomizu-dera offre una splendida veduta su Kyoto.
Kiyomizu-dera significa “Tempio dell’acqua pura” e, infatti, poco più in basso dell'Hondō, sgorga la cascata Otowa-no-taki: i visitatori bevono le sue acque sacre, che si ritiene donino salute e longevità.

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