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Cracovia
Cattedrale di Wawel
La Cattedrale di Wawel non è solo una chiesa, è un vero e proprio museo, dove puoi vedere i principali simboli della storia e della cultura di Cracovia. vedrete bellissime cappelle come quella della Santa Croce con gli affreschi bizantini; la Cappella di Sigismondo; lo splendido Sarcofago d'argento di San Stanislao, patrono della Polonia. Ma il grande gioiello della Cattedrale di Wawel sono le cripte reali sotterranee dove sono sepolti re e membri delle famiglie reali, eroi, poeti e importanti leader nazionali. Insomma, non si può mancare la visita. E' molto importante sapere che le visite turistiche sono permesse solamente dopo la eventuale messa, e che la biglietteria di fronte alla Cattedrale apre solo in tale circostanza.

Cattedrale di Wawel, la storia.
Questo meraviglioso santuario, all'interno delle mura del Castello di Wawel, risale a più di 1000 anni fa e per secoli è stata il luogo in cui venivano incoronati i re polacchi. La Cattedrale del Wawel, conosciuta anche come Basilica Arcicattedrale Reale, è il santuario nazionale polacco e il luogo per eccellenza che celebra gli elementi della storia e dell'identità nazionale, nonché le radici profonde del cristianesimo polacco. Quello che potete vedere oggi, è il terzo edificio di questo sito. Il primo fu costruito nell'XI secolo per volere del re Boleslaw I Chrobry. Pochi anni dopo, nel 1140 fu sostituita da una cattedrale romanica, distrutta da un incendio nel 1305. Nel 1320, dopo l'incendio, qui fu comunque incoronato re il principe Ladislao il Breve, e per suo volere fu iniziata la costruzione della Cattedrale gotica, che possiamo ancora oggi visitare, consacrata nel 1364. Nei secoli successivi sia regnanti che vescovi si prodigarono per far arricchire la chiesa con altari, lapidi, bassorilievi, monumenti e portali, che la rendono oggi di una bellezza unica.
Furono molti gli artisti che apportarono il loro contributo: Vit Stoss, Bartolomeo Berrecci, Gian Maria Padovano, Santi Gucci, Jan Michalowicz, Jan Franciszek Placidi, Francesco Fiorentino e Bertel Thorvaldsen.
La cappella della dinastia Vasa (a sinistra) e la cappella di Sigismondo (a destra).
Una statua di Carol Wojtlya di fronte alla Cattedrale di Wawel. Nel 1942 Karol Wojtyla, divenuto nel 1978 papa Giovanni Paolo II, officiò la sua prima messa da sacerdote nella Cattedrale. E qui fu anche ordinato vescovo ausiliare di Cracovia nel 1958. Ma la statua ha soprattutto un'altra motivazione: la creazione del Museo della Cattedrale di Giovanni Paolo II, voluta nel 1975 dallo stesso Papa per esporre gli oggetti legati alla sua storia. In seguito fu deciso di intitolarlo a suo nome.
Appena entrati nella Cattedrale vedrete subito il magnifico Sarcofago barocco di San Stanislao, patrono della Polonia. Il sarcofago d'argento è stato realizzato a Danzica nel XVII secolo ed è adornato con iscrizioni e incisioni che raccontano la vita del santo.
L‘altare maggiore, opera dell’architetto italiano Giovanni Battista Gisleni (1650). Al centro dell’altare c’è un notevole dipinto della crocifissione.
L'ingresso alla Cappella di Santa Croce.
Re Casimiro III il Grande.
Uno dei due bellissimi altari della Cappella di Santa Croce, in stile gotico.
Cappella di Santa Croce. Parete e soffitto dipinti con affreschi in stile greco-bizantino.
Cappella di Santa Croce. La tomba di Casimiro IV Jagellon ( in polacco: Nagrobek Kazimierza IV Jagiellończyka), è un capolavoro del tardo XV secolo creato in marmo rosso proveniente da Adnet, vicino a Salisburgo, dallo scultore tedesco Veit Stoss in stile tardo gotico. Casimiro IV, re di Polonia e granduca di Lituania della dinastia Jagellonica, fu sepolto nella tomba dopo la sua morte nel 1492. Sua moglie, Elisabetta d'Austria, fu posta con lui nella tomba quando morì nel 1505.
La tomba di Casimiro IV Jagellon.
La tomba, un capolavoro di  Stoss, è composta da un sarcofago, sopra il quale è stato scolpito un baldacchino sorretto da archi ornati. Le parti interne del baldacchino sono realizzate in pietra calcarea. Un'effige scolpita a figura intera di Casimiro giace in cima al sarcofago. L'effigie è molto insolita: Casimiro è presentato come in agonia ed è vestito con un mantello clericale usato solo alle incoronazioni. La firma di Stoss appare sotto i piedi dell'effige. I lati del sarcofago recano gli stemmi dei regni e dei territori di Casimiro. Il baldacchino comprende una corona tardogotica. Gli archi sono sostenuti da pilastri di marmo, i cui capitelli presentano scene bibliche e sono firmati dall'assistente di Stoss, Jörg Huber di Passau.
Una curiosità storica è quella che va dal 1972 al 1973, periodo in cui le autorità della Cattedrale intrapresero lavori di ristrutturazione della Cappella della Santa Croce.Il lavoro è stato intrapreso da un team di 12 ambientalisti e il loro scopo iniziale era quello di esaminare il contenuto della tomba al fine di valutare il modo migliore per rinnovarlo. Quando la tomba è stata aperta, il team ha trovato bare di legno in decomposizione e i resti di Casimiro ed Elisabetta. I lavori di restauro furono quindi eseguiti e, una volta completati, Casimiro ed Elisabetta furono nuovamente sepolti in una cerimonia tenutasi nella cattedrale il 18 settembre 1973. Ma nei mesi successivi successe l'imponderabile: tutta la squadra di 12 persone che aveva lavorato alla conservazione della tomba, morì prematuramente. Il fatto fu riportato sui media di tutto il mondo, e si fecero paragoni della presunta "maledizione jagellonica", alla stregua della tomba di Tutankhamon. Tuttavia, il microbiologo Bolesław Smyk ha identificato la presenza del fungo Aspergillus flavus nei campioni prelevati dalla tomba. Questo tipo di fungo produce sostanze tossiche che sono collegate a una serie di gravi condizioni di salute che colpiscono il fegato e sono altamente cancerogene.
Cappella di Sigismondo, capolavoro del rinascimento italiano risalente al XVI secolo, costruita come cappella funeraria per gli ultimi membri della dinastia Jagellonica. Tra gli artisti italiani vi sono Bartolomeo Berrecci, architetto rinascimentale fiorentino autore anche di gran parte del moderno Palazzo Reale del Castello del Wawel, Giovanni Battista Gisleni e Giovanni Battista Trevano, artisti di spicco che in quegli anni si erano trasferiti a Cracovia per vivere alla corte dei re polacchi.
La Cappella di Sigismondo
Sul lato destro della cappella ci sono le tombe reali degli ultimi re della dinastia Jagellone. Sigismondo il vecchio e Sigismondo Augusto, posizionate esattamente l'una sull'altra in omaggio, probabilmente alla tradizione etrusca. A sinistra, una lapide elaborata e dorata della regina Anna Jagellone, opera funeraria scolpita da Santi Gucci. Le sculture interne, gli stucchi e i dipinti sono stati progettati da alcuni dei più famosi artisti dell'epoca, tra cui lo stesso architetto Berrecci, Georg Pencz, Santi Gucci e Hermann Vischer.
La parete sinistra della Cappella di Sigismondo contiene l’altare finanziato da Sigismondo il Vecchio negli anni 1531 -1538. Si tratta di un pentittico in argento; in esso, a seconda se aperto o meno, si possono osservare varie scene della Vita di Cristo e della Vita di Maria. L’altare venne realizzato su progetto di Hans Dürer.
La tombe sotterranee della Cattedrale.
Appena entrati nella Cattedrale, in corrispondenza della navata di sinistra, vi è l'ingresso per scendere nei sotterranei dove ci sono le tombe dei personaggi illustri. La cripta è esattamente sotto la Torre delle Campane d’Argento. Appena scesi arriverete alla cripta di San Leonardo, ovvero, quello che resta della antica chiesa romanica, su cui è costruita la Cattedrale. Le ultime salme ad esser arrivate in queste stanze sono del presidente della Repubblica Lech Kaczyński e di sua moglie Maria.
Tomba del re Jan III Sobieski nella Cripta di San Leonardo.
Tomba dello statista polacco Jozef Pilsudski.
La tomba di Lech Kaczynski presidente della Poloniai e di sua moglie Maria Kaczynska, entrambi morti tragicamente il 10 aprile 2010 in un incidente aereo nei pressi di Smolensk. Il sarcofago dopo il rinnovo nel 2016.
Cripta del re Stefano Bathory, già Stefano IX di Transilvania (27 settembre 1533 – 12 dicembre 1586), divenne re di Polonia dopo la rinuncia di Enrico di Valois (1574) grazie all'elezione a regina di sua moglie, Anna Jagellona, sorella del re polacco Sigismondo II Augusto. Stefano apparteneva alla famiglia nobile ungherese dei Báthory-Somlyo.
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