Vai ai contenuti
Salta menù
Salta menù
Salta menù
Europa > Andalusia
Un ponte romano attraversa il fiume fino alla città di Cordova.

Cordova

La città della tolleranza

Cordova è la città della tolleranza, della fusione delle culture, dell'armonia raggiunta tra popoli diversi: musulmani, ebrei e cattolici che ci vissero a lungo in un accordo quasi perfetto. Quando si visita la città bisogna tenere sempre presente la saggezza che regnava allora. Owiamente, l'affollamento di turisti non facilita il compito, ma è solo cosi che si riesce a capire l'infinita ricchezza del vecchio quartiere ebraico, la Juderìa, che sì rannicchia attorno alla Grande Moschea, la Mezquita, gioiello architettonico di una purezza incomparabile. La Juderìa è un po' come un villaggio a sé stante messo in mezzo a una grande città. Non c'è niente dì più affascinante che perdersi nelle sue stradine strette e tortuose, giocare con la luce riflessa dalle facciate bianchissime, lasciarsi andare alla scoperta dei patio sempre più fioriti, volutamente tenuti aperti dai proprietari per permettervi di darvi un'occhiata. Tutto il centro storico si percorre a piedi e i punti interessanti non sono mai troppo lontani gli uni dagli altri. Usciti dal cuore della città si può andare a passeggiare lungo il Guadalquivir, ma il fascino dì Cordova risiede tutto nel centro. Ed è proprio in centro, se siete fortunati, che troverete gli alberghetti più graziosi e i baretti più simpatici. Cordoba è città che offre tantissimo, tanto quanto Granada, e merita più di un giorno di visita.
Conservatorio di Musica di Cordoba: edificio rinascimentale con facciata stile architettonico spagnolo del XVI secolo, caratterizzato da una decorazione estremamente minuziosa e densa.  Derivante dalla fusione di elementi gotici, rinascimentali e mudéjar, presenta rilievi raffinati, stemmi e motivi floreali.
Conservatorio di Musica di Cordoba Rafael Orozco nel centro storico. Eedificio rinascimentale con facciata stile architettonico spagnolo del XVI secolo, caratterizzato da una decorazione derivante dalla fusione di elementi gotici, rinascimentali e mudéjar, presenta rilievi raffinati, stemmi e motivi floreali.

Cordova, la storia.

Ci si potrebbe chiedere perché i Cartaginesi e poi i Romani abbiano fondato una città in un luogo così vulnerabile sul piano militare. Furono forse incantati dalla bellezza e dalla fertilità delle terre circostanti? Quando s'impadronirono della città, i Mori ne furono indubbiamente sedotti a loro volta al punto da farne la capitale di un vasto impero musulmano. Gli emiri tentarono di estendere i loro territori verso nord, ma naturalmente furono fermati da Carlo Martello nel 732. All'epoca, Cordova rivaleggiava per fasto con Costantinopoli e contava oltre 300 moschee. Per ben tre secoli regnò la più grande armonia tra le culture musulmana, ebraica e cattolica, e la raffinatezza orientale lasciò la sua impronta su ogni casa. I califfi e gli emiri, amanti dell'arte e del sapere, evitarono le segregazioni religiose, e fu proprio perché la tolleranza non andava molto di moda a quei tempi che artisti e pensatori affluirono a Cordova dall'Europa intera. Filosofi, storici e sapienti di fedi diverse condivisero il loro sapere. Cesellatori d'oro, tessitori, ceramisti e musicisti venivano ricevuti e vezzeggiati da sovrani che apprezzavano le cose belle. Tuttavia, a tutta quella tolleranza, passata alla storia, si contrapponeva una grande severità nelle leggi che governavano la città, un fatto che oggi si tende a dimenticare. Gli abitanti dovevano pagare una tassa se volevano conservare la loro autonomia civile e praticare la loro religione, la schiavitù era autorizzata, bisognava offrire agli emiri una parte del raccolto o ricoprirli di doni per evitare che andassero in collera. Ed erano veramente irascibili.. oltre che scaltri. Sapendo che per regnare meglio bisogna dividere, erano maestri nel seminare la discordia tra le diverse comunità. Tolleranza, quindi, ma sotto stretta sorveglianza. Cordova raggiunse il suo apice durante tutto il X secolo, quando divenne la città più importante d'Europa, ma le lotte intestine che misero alcuni emiri su fronti opposti segnarono l'inizio della decadenza. Nel 1212 la disfatta delle truppe almohadi da parte di quelle dei re di Castiglia, d'Aragona e di Navarra diede il colpo di grazia all'Islam. I musulmani riattraversarono, allora, lo stretto di Gibilterra, tentarono timidamente di ritornare, ma furono respinti. I secoli seguenti non conobbero i fasti dei califfati, i cattolici fecero subire ai musulmani più umiliazioni di quante ne avessero ricevute da loro e Cordova trascurò l'agricoltura abbandonando gl'ingegnosi sistemi d'irrigazione messi a punto dai Mori. Eppure, oggi, è l'agricoltura a prendere il soprawento, e le vaste distese coltivate che ondeggiano tutt'intorno alla città si adornano di caldi colori.
Un cortile con tanti archi con sullo sfondo un minareto.
Il celebre Cortile degli Aranci, un ampio spazio aperto circondato da portici che introduce al monumento. La torre visibile è il campanile rinascimentale, costruito sopra l'antico minareto della moschea.
La cima del minareto nella mezquita di Cordoba in stile barocco.
La Torre del Alminar, il minareto utilizzato un tempo per chiamare i fedeli alla preghiera, ha un campanile barocco. Chi se la sente può salire in cima per ammirare una vista panoramica di Córdoba e dei suoi dintorni.

La Mezquita di Cordova

Il sito su cui sorge la Mezquita è stato a lungo uno spazio sacro: secondo alcuni studiosi, ospitava un tempio romano dedicato a Giano, il dio dai due volti (la guerra e la pace), e quasi certamente una cattedrale visigota dedicata a San Vincenzo di Saragozza, prima che la moschea fosse costruita nell'VIII secolo. E' per questo che in tutto l'edificio si ritrovano numerosi capitelli romani e visigoti.
Fu il numero crescente di musulmani a Cordova che spinse Abd al-Rahman I, alla testa del suo emirato indipendente, a trasformare la basilica di San Vincenzo, nel 784, in quella che sarebbe diventata la più grande moschea del mondo islamico dell'epoca. La costruzione durò per oltre due secoli, e divenne un importante luogo di pellegrinaggio musulmano, poichè deteneva una copia originale del Corano e un osso del braccio del profeta Maometto.
Bisogna anche tenere a mente che la moschea non era soltanto un luogo di culto, ma fungeva anche da università e da palazzo di giustizia. Insomma, già dalla conclusione del primo nucleo, la vita formicolava all'interno dell'edificio. Il successore dell'ideatore, Abd al-Rahman Il, ingrandì la moschea, diventata già troppo. piccola, con otto navate trasversali, alle quali, nel X secolo, ne furono aggiunte altre dodici. Cosi fu costruita la Mezquita, uno degli esempi più puri di arte religiosa, l'edificio più interessante di Cordova e, indubbiamente, di tutta l'Andalusia assieme all'Alhambra di Granada. La Mezquita mette in mostra tra le più belle numerose colonne di tutta la storia dell'architettura.
Un evento importante avvenne nel 1236, quando Cordoba fu conquistata dal re Ferdinando III di Castiglia e si riunì alla cristianità. I leader cristiani hanno saputo apprezzare il valore artistico e architettonico del tempio, motivo per cui ne hanno fatto un luogo di fede inserendo al centro una cattedrale e rispettando il resto del complesso. In questo modo possiamo vedere oggi la combinazione e il contrasto di questi due stili architettonici e le diverse caratteristiche dei luoghi di culto di ciascuna religione. Oggi è una cattedrale (ufficialmente la Cattedrale di Santa Maria Assunta). Nel 1984, il centro storico di Cordoba, compresa la Mezquita, è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. (Pagina di approfondimento della Moschea di Cordova)
Decine di colonne con archi sovrapposti sia di lato e in profondità nella moschea di Cordova.
Sala delle Colonne. La Moschea di Cordoba è un enorme quadrilatero di sontuosi archi di 24.000 mq situati nel cuore della città vecchia e di fronte al ponte romano che attraversa il fiume Guadalquivir.

Le incredibili colonne della Mesquita di Cordova

All’interno della Mezquita si apre una straordinaria “foresta” di oltre 850 colonne, un colpo d’occhio unico al mondo. Il vero capolavoro è il sistema di archi sovrapposti, ispirati all’arte visigota, che slanciano lo spazio con eleganza e armonia.
Tra mosaici dorati, arabeschi e iscrizioni, ogni dettaglio racconta l’incontro tra culture diverse. La combinazione di pietra e mattoni crea un affascinante gioco di colori, diventato simbolo dell’architettura islamica.
Alcune colonne arrivano addirittura dall’antico Egitto, mentre altre, leggermente inclinate, ricordano il terremoto di Lisbona. Un insieme sorprendente che rende questo luogo davvero indimenticabile.
Retablo dorato di Nuestra Señora de la Concepción nella Cattedrale di Cordova con Vergine col Bambino al centro e pannelli dipinti di santi.
Antigua de Nuestra Señora de la Concepción
Pala d'altare di Nuestra Señora de la Concepción
Dettaglio della pala d'altare di Nuestra Señora de la Concepción nella Cattedrale di Cordova, esempio raffinato di arte sacra tra tardo gotico e primi influssi rinascimentali, con ricca doratura a foglia d’oro. La struttura lignea è articolata in più registri e scomparti, decorati con motivi ornamentali e piccole sculture. Al centro, in una nicchia cuspidata, è collocata la figura della Vergine con il Bambino, rappresentata frontalmente e circondata da un’aura di solennità. Intorno, pannelli dipinti raffigurano santi e scene della tradizione cristiana, organizzati in una composizione narrativa che guida lo sguardo dal basso verso l’alto. L’insieme unisce funzione devozionale e valore artistico, testimoniando la stratificazione culturale della cattedrale sorta sull’antica moschea.
Dietro una recinzione appare la Cappella di Nostra Signora della Concezione con un altare, mentre la cupola soprastante è decorata con affreschi murali raffiguranti angeli.
L'interno della Cappella di Nostra Signora della Concezione
L'interno della Cappella di Nostra Signora della Concezione
L'immagine raffigura un momento all'interno della Cappella di Nostra Signora della Concezione nella Moschea-Cattedrale di Cordova. La cupola radiale della cappella è decorata con affreschi murali raffiguranti angeli che tengono simboli mariani, con la colomba dello Spirito Santo al centro. La cappella ospita un notevole altare realizzato da Melchor de Aguirre, contenente sculture di pregevole fattura raffiguranti l'Immacolata Concezione, San Giuseppe e Sant'Anna. Nelle nicchie laterali si trovano le figure oranti del Vescovo Salizanes e di Sant'Ildefonso.
Il mirhab della mezquita di Cordoba dorato e riccamente decorato.
Il massimo del lusso della decorazione è concentrato nel mihrab, con il suo spettacolare arco a ferro di cavallo circondato da modanature decorative nella porta di accesso. La sontuosa decorazione si basa su rivestimenti a mosaico, marmi con decorazioni geometriche, iscrizioni incise, ecc. Al suo interno, una nicchia che un tempo ospitava il Corano e le reliquie di Maometto.

La Maqsura Mihrab

E' il cuore della moschea, la maqsura è lo spazio situato davanti al mihrab che è il luogo più sacro dell'edificio e al quale solo il califfo e la sua corte potevano accedere. Da li, l'imam dava il segnale della fine della preghiera. Il mihrab, nel quale si trovava il Corano, è interamente rivestito di pannelli di marmo lavorati. I fedeli, come alla Mecca, dovevano farne il giro sette volte, in ginocchio. Si scorge ancora lo sfregamento sul marmo all'altezza dei gomiti. La cupola del mihrab, ricavata da un unico blocco di marmo, è di una ricchezza sbalorditiva. In stile bizantino, fu regalata all'emiro, come pegno d'amicizia, a metà del X secolo ed è rivestita di migliaia di tessere d'oro, di cristallo e di ceramica. Tutt'intorno al mihrab corre un fregio azzurro e oro che reca i 99 nomi di Allah. Sotto s'intravedono le finestre dalle quali era consentito alle donne di vedere quello che succedeva all'interno della moschea. A ogni lato del mihrab, un albero della vita, in alabastro, simboleggia l'eternità (non ha principio, né fine). Alla catena che pende dalla cupola era attaccata una lampada a olio rubata dai berberi nell'XI secolo.
Platea del coro della Moschea-Cattedrale di Cordova con stalli in legno scuro finemente intagliati disposti su più livelli, decorazioni rinascimentali scolpite, grande leggio centrale e cattedra vescovile sul fondo, illuminata dalla luce naturale che filtra tra le alte volte della navata cristiana inserita nella struttura della moschea.
Altare Maggiore - Coro. Il trono episcopale, al centro, è costruito con struttura a pala d'altare, evidenziando la parte centrale del corpo superiore dedicata all'Ascensione del Signore. L'altare maggiore è un capolavoro barocco inserito nel cuore dell’antica moschea islamica di Cordova.

La platea del coro della Moschea-Cattedrale di Cordova

La platea del coro della Moschea-Cattedrale di Cordova è uno degli spazi più affascinanti del complesso. Realizzata tra XVI e XVII secolo, si distingue per gli stalli in legno finemente intagliati, disposti su più livelli e decorati con scene sacre e motivi rinascimentali. Al centro spicca il grande leggio monumentale, cuore delle celebrazioni liturgiche. Inserita sotto la cupola cristiana e circondata dagli archi islamici della moschea, la platea crea un suggestivo dialogo tra culture e stili, diventando uno dei punti più iconici dell’edificio. (La moschea-cattedrale di Cordova)
Passaggio pedonale sul Ponte Romano di Córdoba in Spagna.
Il Ponte Romano unisce la città alla Torre della Calahorra.

Il Ponte Romano di Córdoba

Il Ponte Romano di Córdoba è uno dei simboli storici più iconici della città di Cordova, in Spagna. Costruito originariamente in epoca romana nel I secolo a.C., il ponte attraversa il fiume Guadalquivir collegando il centro storico alla zona meridionale. Lungo circa 247 metri e composto da 16 arcate sostenute da robusti speroni con contrafforti semi cilindrici. Oggi è un’importante attrazione turistica, ideale per passeggiate panoramiche con vista sulla Moschea-Cattedrale di Cordova e sullo skyline storico della città.
Una torre sul lato sud del Ponte Romano di Cordova costruito ai tempi di Augusto dove è stato allestito un museo multiculturale.
Torre de la Calahorra che si crede sia stato costruito, come il ponte, ai tempi di Augusto. L'interno della torre è diviso in tre livelli, ed è composto da un massimo di 14 piccole stanze, e ha l'aspetto prominente di una fortezza, come l'esterno. Le sale hanno una mostra permanente dedicata alle tre culture che vivevano nella città.

La Torre de la Calahorra

Situata dall'altro lato del ponte romano è visitabile al suo interno.  E' consigliabile vedere questo monumento prima di entrare nella Mezquita, perché in questa grossa torre moresca è stata allestita una specie di museo dedicato all'Islam. L'iniziativa si deve a Roger Garaudy (filosofo negativista, condannato dalla giustizia francese per aver negato più volte l'esistenza dell'olocausto, convertitosi all'Islam), che ha anche scritto i testi che ascolterete. All'ingresso vi forniranno delle cuffie a infrarossi, con possibilità di selezionare una lingua (francese, inglese, tedesco e spagnolo), che vi consentiranno, entrando nelle varie sale di ascoltare le spiegazioni relative a ognuna. Inutile cercarvi la storia del califfato di Cordova, della sua magnificenza nel IX e X secolo e della sua decadenza successiva, perché i testi espongono solo la concézione religiosa di Garaudy. Declamati con molto lirismo e impregnati della sua sensibilità, possono commuovere ... oppure infastidire. Detto questo, i plastici sono meravigliosi.
Puerta del Puente a Cordova, arco di trionfo rinascimentale all'ingresso del Ponte Romano.
La porta del Ponte, nota anche come Arco di Trionfo , è un monumento commemorativo situato di fronte al Ponte Romano e costituiva l'ingresso della città sul lato sud.
In primo piano si nota il Triunfo de San Rafael, una scultura del 1651 dedicata all'arcangelo protettore della città.
Ponte Romano: il Triunfo de San Rafael, una scultura del 1651 dedicata all'arcangelo protettore della città. Le numerose candele rosse accese ai piedi della statua testimoniano la profonda venerazione dei cittadini per la figura di San Rafael.
Callejòn de las Flores, una stradina piena di piccoli vasi di fiori appesi e una vista perfettamente incorniciata della torre della Mezquita.
Callejòn de las Flores, è la strada più fotografata di Cordova. All'estremità settentrionale, si ottiene una vista perfettamente incorniciata della torre della Mezquita.
Plaza de las Tendillas Córdoba, fontana con statua equestre del Gran Capitán, monumento in onore di Gonzalo Fernández de Córdoba.
Il monumento al Gran Capitán che si trova nella centrale plaza de las Tendillas, è opera dello scultore Mateo Inurria, fu costruito nel 1923 in bronzo mentre la testa è in marmo. Rappresenta Gonzalo Fernández de Córdoba, genio militare nella guerra contro il Regno di Granada e le guerre in Italia agli ordini dei Re cattolici.

La Fontana con il Monumento al Gran Capitán

Situata in Plaza de las Tendillas rappresenta uno dei simboli più iconici del centro storico di Córdoba. Questa elegante fontana monumentale è dedicata a Gonzalo Fernández de Córdoba, celebre condottiero spagnolo del XV-XVI secolo, noto per il suo ruolo fondamentale nelle guerre d’Italia.
Collocata nel cuore pulsante della città, la piazza è un importante punto di incontro per residenti e turisti, circondata da edifici storici, negozi e caffè. La fontana si distingue per la statua centrale del Gran Capitán, raffigurato in posizione fiera e solenne, che domina la scena urbana conferendo un forte valore storico e artistico all’area.
Dal punto di vista architettonico, il monumento combina elementi classici e decorativi tipici dell’arte monumentale spagnola, con una struttura armoniosa che si integra perfettamente con l’ambiente circostante. L’acqua che sgorga dalla fontana aggiunge un tocco scenografico e rilassante, rendendo la piazza ancora più suggestiva, soprattutto nelle ore serali.

La judería

Una volta ghetto ebraico, questo quartiere, il più antico della città, circonda la moschea. La comunità ebraica di Cordova era allora la più importante del mondo iberico e contribuì notevolmente alla prosperità della città. Bisogna perdersi nei suoi vicoli tortuosi che costeggiano dimore opulente, conventi e chiese e nei quali si respira già l'aria dell'Oriente. Si può anche visitare la sinagoga, uno dei pochi monumenti che rammentano l'ebraicità di questo quartiere. Nel quartiere ebraico di Cordova, detto anche judería, c'è un piccolo angolo della città che è un fiabesco dedalo di viuzze bianche con fiori e balconi in ferro battuto: perdersi nelle sue stradine è un piacere per gli occhi e per lo spirito. E' consigliabile passeggiare con calma e di soffermarvi a guardare ogni particolare: solo così, ad esempio, si potranno intravedere, attraverso i cancelli in ferro, i caratteristici patios pieni di piante e fiori colorati che, anche in estate, sono sempre rigogliosi e pieni di vita. Il quartiere della Judería si trova a nord ovest della Mezquita e in passato occupava un’area molto più vasta. La posizione in pieno centro storico testimonia l’importanza che gli ebrei avevano in città prima del 1492, anno in cui i re cristiani spagnoli li scacciarono definitivamente dal regno. Durante la dominazione araba ebrei, cristiani e arabi convivevano pacificamente ed è per questo che puoi ammirare a Cordova, così come nelle altre cittadine che appartenevano alla regione un tempo chiamata Al-Andalus,  edifici appartenenti a religioni diverse a poca distanza l’uno dall'altro.
Facciata dello Zoco di Cordova con ingresso ad arco in stile mudéjar e pareti bianche nel quartiere storico della Judería
El Zoco. A metà strada tra la moschea-cattedrale e la porta di Almodovar c’è questo edificio a due piani di stile mudejar con un bel patio che è stato destinato a mercato dell’artigianato locale. Oltre a fare acquisti si può assistere al lavoro degli artigiani e si va da lavori in cuoio, marocchineria, ceramica e la famosa filigrana di Cordoba.

El Zoco, edificio storico che ospita botteghe di artigiani

Facciata dello Zoco di Cordova nel quartiere della Judería: ingresso in stile mudéjar con archi tradizionali, pareti bianche e dettagli artigianali che introducono al celebre mercato locale. Questo edificio storico, situato nel centro patrimonio UNESCO, custodisce botteghe di artigiani e un caratteristico patio cordobese ricco di fiori e atmosfera autentica andalusa.
Cortile interno dello Zoco de la Judería a Córdoba con archi in pietra, vasi blu alle pareti, fontana centrale e pavimentazione in ciottoli.
El Zoco. All'interno troverete in vendita pelli di capra appositamente conciate con disegni in rilievo. Famosi sono anche i guadamecíes, che potrebbero anche essere realizzati con pelle di pecora e dipinti per dargli più colore e bellezza. Qui puoi trovare anche molti gioielli realizzati con fili sottili noti come filigrana.

Il cortile interno del Zoco de la Judería di Córdoba

Il suggestivo Zoco de la Judería di Córdoba, nel cuore del quartiere ebraico, è un tipico cortile andaluso circondato da portici ad archi e decorato con vasi blu pieni di fiori. Questo storico mercato artigianale offre un’atmosfera autentica, con pavimentazione in ciottoli, una fontana centrale e botteghe locali, rappresentando una delle attrazioni più caratteristiche della città di Córdoba, in Spagna.
Interno della Sinagoga di Córdoba con archi moreschi e decorazioni in stucco intagliato.
La Sinagoga di Cordoba. Una scala conduce alla galleria riservata alle donne, che potevano assistere alle funzioni religiose sui tre balconi che dalla galleria si affacciano sulla sala. I balconi, sorretti da archi e sono regolati da una cornice che riporta iscrizioni dai salmi.

La sinagoga di Cordova

Vista dell’interno della Sinagoga di Córdoba, in Andalusia, con eleganti archi a ferro di cavallo, balconate superiori e ricche decorazioni in stucco in stile mudéjar. Dettagli architettonici storici del XIV secolo, simbolo della presenza ebraica nella città di Córdoba, Spagna.
Il tabernacolo, uno spazio riservato per la Torah e coronato da arcate e decorazioni su traforo. Nel tabernacolo si apre inoltre una piccola nicchia con arco, dove vi era la pala d’altare.
Il tabernacolo, uno spazio riservato per la Torah e coronato da arcate e decorazioni su traforo. Nel tabernacolo si apre inoltre una piccola nicchia con arco, dove vi era la pala d’altare.
Patio della Casa Andalusi a Cordova con archi in mattoni, fontana centrale e piante ornamentali
Casa Andalusi. Si trova in Calle de los Judíos, 12 ed è una casa in stile mudéjar costruita nel XII secolo e restaurata recentemente. Il patio è una meraviglia per gli occhi, di quelle che solo il gusto estetico andaluso sa regalare. Il patio è caratterizzato da archi in mattoni, colonne in pietra e una fontana centrale decorata con fiori. L’ambiente è arricchito da piante verdi rigogliose, vasi in ceramica e pavimentazione tradizionale in ciottoli, tipica dell’architettura andalusa.

La Casa Andalusa

A pochi passi dall'iconica Sinagoga si trova la Casa Andalusa di Cordova, che rappresenta il lusso dell'era del Califfato. Ciò fa immaginare cortili, fontane, mosaici multicolori e il culto della bellezza elegante, che trasporta tutti i sensi in un'altra dimensione . La musica harem vi accoglierà in sottofondo mentre si possono ammirare i suoi patii da sogno e le sue camere splendidamente arredate. Questa casa è completamente decorata in stile andaluso e moresco medievale. Magnificamente restaurata, di cui si visitano il sotterraneo (mosaici dell'epoca del califfato), il patio e altre sale contenenti tappeti, stoviglie, mobili e un interessante esposizione sulla fabbricazione della carta. Cordova fu la prima città europea a fabbricarla nel X secolo, l'atmosfera è ben ricostituita.
Antichi strumenti artigianali in legno esposti nella Casa Andalusí, Cordova.
L'ambiente è caratterizzato da pareti piastrellate con motivi geometrici (azulejos), un grande specchio in stile moresco e oggetti in ottone come teiere e vassoi.
La Casa Andalusí è stata inaugurata nel 1997 dopo un minuzioso restauro che ha recuperato l'eredità delle generazioni passate, carica di simbolismo e significato. La casa, arredata per evocare l'epoca califfale, offre un'esperienza immersiva nella cultura arabo-andalusa. L'ambiente è caratterizzato da pareti piastrellate con motivi geometrici (azulejos), un grande specchio in stile moresco e oggetti in ottone come teiere e vassoi.
Un arco a ferro di cavallo, elemento tipico dell'architettura ispano-araba con le pareti decorate con piastrelle geometriche (zellige) e motivi in stucco intagliato. Lo spazio è arredato con divani bassi, tavolini intarsiati e illuminato da un lampadario in stile orientale.
Decorazione d'interni in stile tradizionale arabo che presenta piastrelle zellige geometriche.
Caratteristica fontana decorata con piastrelle tradizionali, inclusi mosaici verdi e blu, e presenta una scultura a forma di cavallo come elemento centrale.
All'interno, un cortile accogliente e fresco accoglie i visitatori con il piacevole suono dell'acqua della sua fontana e il verde delle piante. La fontana decorata con piastrelle tradizionali, inclusi mosaici verdi e blu, e presenta una scultura a forma di cavallo come elemento centrale. Fontane simili sono spesso descritte come elementi essenziali per la freschezza e il benessere nei cortili di Córdoba.
Una fontana adornata con un mosaico di piastrelle colorate in stile moresco con la base riempita di fiori freschi.
Questa casa-museo è un posto bellissimo, pieno di fascino, che trasporta chi lo visita ai tempi del Califfato e dove si può sentire l'atmosfera di quell'epoca. L' atmosfera andalusa della casa è mescolata con stili orientali, con la musica che si riempie di ogni centimetro, con gli aromi e il colore dei fiori e la sua decorazione.
Le mura medievali dell'Alcázar de los Reyes Cristianos a Cordova.

Ai margini della Juderia si trova l’Alcazar de los Reyes Cristianos, una piccola Alhambra in miniatura e antico palazzo fortezza degli antichi monarchi cattolici..A partire dal 1482, era il quartier generale delle truppe dei monarchi cattolici. Per dieci anni, dall'Alcazar fu organizzata la strategia della conquista del Regno di Granada, l'ultima roccaforte araba in Spagna, i monarchi rimasero giorni prolungati nell'Alcazar.

l'Alcázar de los Reyes Cristianos

L'edificio è l'Alcázar de los Reyes Cristianos (Alcázar dei Re Cristiani), un imponente castello e fortezza medievale situato nel centro storico di Cordova, in Spagna. L' Alcazar è un complesso difensivo che si allontana dai canoni tipologici delle fortezze arabe, un punto di riferimento costruttivo dell'architettura militare della riconquista cristiana a Córdoba. Il castello, situato lungo le rive del fiume Guadalquivir, è famoso anche per i suoi magnifici giardini.
La Torre del Homenaje (Torre dell'Omaggio), nota anche come Torre dell'Orologio.
Questa storica struttura, situata lungo le rive del fiume Guadalquivir, è famosa per il suo mix di architettura cristiana e moresca e per i suoi magnifici giardini. La torre centrale che svetta nella foto è la Torre del Homenaje (Torre dell'Omaggio), nota anche come Torre dell'Orologio.
I giardini, caratterizzati da vasche allungate e fontane, riflettono l'influenza dell'architettura islamica.
Una delle bellezze dell'Alcazar sono i suoi splendidi giardini. Originariamente destinati alla coltivazione per fornire cibo agli abitanti del castello, oggi rappresentano un'oasi di pace e relax nel cuore di una città moderna.

I giardini terrazzati

I giardini sono disposti su tre livelli terrazzati, collegati tra loro da scale e canali d'acqua. I livelli superiori hanno bacini che raccolgono l'acqua proveniente dalle montagne per irrigare  i livelli inferiori. In basso si osservano due grandi vasche colme d'acqua circondate da aiuole fiorite, siepi ed alberi molto curati.
La statua in primo piano raffigura un momento di quiete all'interno di questi storici giardini andalusi.
L'influenza araba si riflette nello stile dei giardini. Stagni di grandi dimensioni e diverse fontane creano un ambiente accogliente. La vegetazione è composta principalmente da un labirinto di cipressi, palme, aranci e limoni. La gran varietà di fiori colorati fa sì che visitare l’Alcázar sia, soprattutto in primavera, un'esperienza indimenticabile.
Si tratta di un chiostro a due piani con arcate in mattoni e pietra.bIl chiostro presenta una fontana centrale e dettagli architettonici in stile mudéjar.
La chiesa di San Francesco fa parte di un ex convento, di cui resta solo una parte del chiostro, a sinistra della facciata. All'interno, sono visibili pregevoli volte scolpite, con dipinti in trompe l'oeil.
Fontana con pannello in ceramica decorata in stile azulejo blu e bianco, raffigurante una scena religiosa con figure celesti e religiose.
Cordoba. Fontana barrocca con l'immagine in ceramica blu e bianca della vergine Maria fra i santi, sulla facciata della chiesa di St Francisco.
Un azulejo in ceramica raffigurante Gesù Cristo su una parete della chiesa di San Francesco.
Cordoba. Un azulejo in ceramica raffigurante Gesù Cristo su una parete della chiesa di San Francesco.
Famosa Fontana del Potro, sormontata da una statua di un puledro, con sullo sfondo l'edificio che ospita il Museo de Bellas Artes.

Il Museo delle belle arti. Allestito in un bel caseggiato che fu un ospedale dei Re Cattolici nel XVI secolo, il museo espone alcune tele di pittori barocchi spagnoli. Il pianterreno espone tele molto belle di artisti di Cordova. Il museo si trova nella lstorica Plaza del Potro dove troneggia la famosa fontana del Potro sormontata da una statua di un puledro.

Colonne di ordine corinzio su un alto podio, eretto durante l'impero di Claudio e completato sotto Domiziano nel I secolo d.C.
Imponenti colonne corinzie che svettano verso l'alto.

Tempio Romano risalente alla metà del I secolo d.C., a cavallo tra l’Impero  di Claudio e Domiziano, e probabilmente la sua funzione era quella di  celebrare il culto imperiale.


Ti potrebbe interessare
     
           Granada

           Siviglia

          Alcázar di Siviglia

         Cattedrale di Siviglia

          Barcellona

          Marocco
                                    

Torna ai contenuti