Il relitto di Forte Papa - Visto con i miei occhi

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Il relitto di Forte Papa.

A circa venti metri dalla punta di Forte Papa giace dal febbraio del 1944 il relitto di una nave da carico americana, LST 349, della classe Liberty.  E' da raccontare l'ultimo giorno di vita di questa nave, carica di attrezzature militari, di feriti e prigionieri, era diretta a Napoli.
Una sera buia e senza luna, erano le 19:00 del 23 febbraio del 1944, l'LST 349 ancorò proprio di fronte a Forte Papa. Da quella nave non provenivano rumori, le sue luci erano spente, come spente erano le luci di Ponza, poiché vigeva il coprifuoco in tempo di guerra. A poppa sventolava la bandiera americana di una delle tante navi impegnate in guerra. Una guerra, i cui echi, si avvertivano fino a Ponza, benché l'Isola non fosse coinvolta direttamente. La nave, si seppe poi, una corazzata specializzata per le operazioni anfibie, carica di automezzi militari e di ostaggi tedeschi chiusi nella stiva, si era ancorata a Forte Papa per trovare riparo dai forti venti provenienti da oriente e dal mare agitato.
Ma all'improvviso, alle prime ore del mattino successivo, il vento cambiò direzione, questa volta soffiando impetuoso da occidente, investendo in pieno la nave, la cui ancora si sganciò senza dare il tempo di mettere in azione i motori, portandola a infrangersi contro il promontorio di Forte Papa. Bambini, vecchi e donne della zona calarono giù dalla punta rocciosa corde alle quali si aggrappano disperati molti feriti, marinai, prigionieri. Ma le ondate li spin­sero uno dopo l'altro contro le irte rocce. Lo sciorinare dei gesti, l'orrore  negli  occhi sbarrati dei naufraghi e l'ululare dei venti: e in sordina il pauroso grido dei soldati tedeschi rinchiusi nella stiva che sarà per loro la tomba.
Chi è riuscito ad aggrapparsi alle corde è in salvo. Tutti gli altri, prigionieri eterni del mare. La nave in breve scomparve, spezzata in due, inghiottita.  Due giorni dopo un prigioniero fu trovato su uno sco­glio a trecento metri di distanza, insanguinato, attaccato  alle rocce, ma vivo!

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