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Asia > Cina approfondimenti
3 primi piani di soldati in terracotta con le loro armature.

L'esercito di terracotta

Il complesso funerario di Xi'an

Posto a guardia della tomba del primo imperatore della Cina, l’Esercito di terracotta di Xi'an è uno dei più straordinari capolavori della scultura antica mai rinvenuti. Il sito, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, spesso definito l’ottava meraviglia del mondo, offre una testimonianza eccezionale della potenza e dell’ambizione della dinastia Qin.
L’area principale si estende per circa 14.620 m² ed è oggi protetta da un enorme hangar. Al suo interno si susseguono undici trincee parallele, nelle quali oltre 6.000 figure in terracotta — soldati, cavalieri e carri — sono schierate in ordinata formazione di battaglia.
I guerrieri, a grandezza naturale, colpiscono per la sorprendente varietà dei volti e dei particolari: acconciature, baffi, abiti e perfino le suole delle scarpe cambiano da una figura all’altra. Armature e vesti sono riprodotte con una precisione tale da costituire una preziosa testimonianza delle tenute militari della Cina di oltre 2.200 anni fa.
Solo una statua è stata ritrovata integra; tutte le altre sono state pazientemente ricomposte dagli archeologi. Le armi originarie in bronzo, invece, furono in parte soggette a saccheggi, incendi, e dispersione di una parte dell’equipaggiamento in seguito alla caduta della dinastia Qin, dopo il 206 a.C. A quel periodo risalgono anche il crollo delle gallerie che coprivano i guerrieri e la conseguente frammentazione delle statue.
Statue dell'esercito di terracotta di Xi'an disposti in fila all'interno di un grande hangar.
Le statue dei guerrieri posti a difesa del mausoleo del Primo Imperatore.

L'Esercito di Terracotta di Xi'an


La scoperta del contadino

Si narra di un umile contadino, Yang Zhifa che, insieme ai suoi fratelli, scavando la terra per realizzare un pozzo, fece casualmente una scoperta stupefacente: sotto 15 metri di profondità si imbatté in frammenti di terracotta, una testa scolpita e punte di freccia in bronzo. Avvertite le autorità, partirono i veri scavi archeologici che portarono alla luce le oltre 8.000 statue del mausoleo del primo imperatore Qin Shi Huang. Il contadino fu premiato con una onorificenza, ma la sua scoperta è riconosciuta come uno dei più grandi eventi archeologici del mondo. Individuati nella Cina nordoccidentale e risalenti alla sua prima dinastia, le statue hanno fatto luce sulle antiche pratiche artistiche del paese e sui rituali di sepoltura secolari.
Gruppi di statue all'interno di trincee scavate nella roccia.

La storia dell'Esercito di Terracotta

Nel 221 a.C., Qin Shi Huang, fu il fondatore della prima Cina imperiale unificata, ed è accreditato di diverse realizzazioni, tra cui la costruzione della Grande Muraglia e l'espansione e l'unificazione generale dello stato.
Per celebrare i suoi trionfi e per commemorare la sua vita, ordinò la costruzione di una necropoli interrata sotto una collina alta 40 metri e dalla circonferenza di 2 Km. L'area archeologica si trova a 30 Km a est di Xi'an, in una regione costellata di miniere di giada e ricca d'oro. Immaginava un complesso mausoleo pieno dei suoi preziosi beni terreni, tra cui gioielli rari, e migliaia di soldati in terracotta creati appositamente per proteggerlo nell'aldilà. Sebbene, secondo le fonti antiche, vi lavorarono centinaia di migliaia di persone, e furono dedicati decenni alla costruzione della tomba e della necropoli sopra la cima, il sito rimase incompiuto quando Qin morì nel 210 a.c.
7 statue in piedi con visi ed espressioni facciali diverse dell'esercito di terracotta di Xi'an.

Un esercito curato nei minimi particolari

Ogni guerriero dell’Esercito di terracotta è un’opera unica, modellata con una straordinaria attenzione ai particolari. Le statue, a grandezza naturale, variano in altezza in base al grado militare e si distinguono per uniformi, acconciature, fisionomie ed espressioni del volto.
Oggi appaiono quasi tutte grigie, ma in origine erano dipinte con colori vivaci e realistici. L’esposizione all’aria e alla luce, subito dopo gli scavi, ha purtroppo causato la rapida perdita dei pigmenti, lasciando visibili soprattutto le superfici in terracotta. Nonostante ciò, la precisione dei lineamenti e degli abiti rivela l’eccezionale abilità degli artigiani dell’epoca.
Accanto agli oltre 8.000 soldati, la necropoli ha restituito circa 130 carri e 670 cavalli. Sono state rinvenute anche figure di danzatori, acrobati e musicisti: presenze più rare, ma preziose per immaginare la ricchezza e la varietà della corte imperiale nell’aldilà.
Una delle carrozze in bronzo trovate durante gli scavi con quattro statue di cavalli (non originali).

I carri imperiali in bronzo

Nella sala dedicata del Museo dell’Esercito di Terracotta sono esposti due straordinari carri in bronzo, rinvenuti nei pressi del mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang. Trainati da quattro cavalli e guidati da un cocchiere, costituiscono tra i più raffinati reperti dell’intero complesso funerario.
Ogni carro è composto da circa 3.400 elementi ed è realizzato quasi interamente in bronzo, impreziosito da circa 1.720 decorazioni in oro e argento. Il primo carro, probabilmente destinato a precedere il secondo come apripista, è associato alla scorta imperiale. Il secondo è invece protetto da una sottile copertura a forma di guscio di tartaruga, ottenuta con un’unica, eccezionale fusione.
Secondo l’interpretazione più diffusa, questo veicolo avrebbe accompagnato l’anima di Qin Shi Huang nel suo viaggio verso il cielo. Al momento della scoperta i carri conservavano ancora tracce della loro originaria policromia, in parte perduta dopo l’esposizione all’aria. Nelle vetrine della sala sono esposti anche gli eleganti finimenti dei cavalli, realizzati in oro e argento.
Una statua di un arciere in piedi a grandezza naturale appartenente al celebre Esercito di Terracotta.
Un arciere in piedi. Questi arcieri si trovano nella cerchia esterna della formazione di battaglia per proteggere i commiltoni al centro. L'armatura è più leggera e le sue mani sono posizionate per reggere un arco o una balestra.
Statua di cavallo e un soldato di cavalleria in terracotta, parte del celebre Esercito di Terracotta della dinastia Qin, proveniente dal mausoleo del primo imperatore cinese a Xi'an.
Un cavaliere e il suo cavallo sellato. La cavalleria era il gruppo più veloce sul campo di battaglia e una potente aggiunta all'esercito Qin. 116 cavalieri simili con i loro cavalli furono trovati nella Fossa n. 2.
Oltre ai carri da battaglia sono stati riportati alla luce 64 figure di ufficiali e generali, non schierati in formazione da combattimento e senza armi; ciò fa ritenere che queste figure rappresentino il comando generale dell’esercito.

Come visitare l’Esercito di terracotta da Xi’an: autobus, taxi e metro


  • Metro e Autobus: Prendete la metropolitana fino alla stazione Huaqingchi (linea 9), poi scendete e prendete l'autobus locale (il bus 613) che vi porta direttamente all'ingresso del museo. Il pagamento del bus si fa tramite app come Alipay;
  • Autobus diretto (Bus 5 / 306): Parte dal piazzale est della stazione ferroviaria principale di Xi'an (Xi'an Railway Station East Square). I tempi di percorrenza variano in base al traffico (circa 70-90 minuti);
  • Taxi: È la scelta più comoda e veloce (circa 35-40 minuti). Se prendete un taxi, concordate prima una tariffa forfettaria che includa anche l'attesa sul posto per il ritorno.

Per meglio pianificare la visita, controllare gli orari, e conoscere il costo dei biglietti, potete accedere al sito ufficiale in questo link:  https://terracottawarriorsmuseum.com/ticket-admission/
Statua parzialmente a pezzi nella necropoli a Xi'an.
Chi visita il mausoleo vedrà anche le fosse dove sono state rinvenute le statue e si accorgerà che c'è ancora da scavare. Quasi tutte le statue sono state trovate a pezzi perchè il mausoleo, dove erano sistemate, fu distrutto dai ribelli dell'Imperatore morto.

Consigli per fotografare l'esercito di terracotta


Se vi capiterà di visitare la Cina del Nord e volete visitare il mausoleo vicino alla splendida città di Xi'an, dovete sapere che attorno alla necropoli è stato costruito un enorme capannone coperto la cui illuminazione generale è da considerare, fotograficamente, abbastanza scarsa e scadente.
Dunque, senza usare il flash (che nemmeno servirebbe, viste le distanze) e nemmeno il cavalletto, sarà necessario alzare gli ISO ad almeno 1600.
Vi sarà indispensabile, oltre al grandangolo, anche un tele/zoom di buona potenza, meglio se fino a 400 mm per sensore 35 mm, per cogliere i particolari o piccoli gruppi di statue.
Sarà necessario usare aperture vicine alla massima consentita dagli obiettivi; tempi lunghi anche 1/20 - 1/30 di secondo, mano fermissima, magari aiutandovi appoggiandovi alla balaustra.

             
       
                     Cambogia

            Angkor Wat

                    Vietnam

                      La Grande Muraglia

               La splendida Xi'an


                                                    
              Grotte di Yungang

              Città Proibita

              Tempio del cielo

              Pingyao

             Residenza famiglia Qiao


  

 
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